La voce del popolo Klain Robotics

Una storia di impegno, crescita e soddisfazioni

Partito a Castegnato con 3 dipendenti, Fabio Greco dopo 5 anni ha spostato l’azienda a Castelmella e dopo altri 5 a Brescia. Oggi vende circa 350 robot all’anno, macchine il cui prezzo base oscilla tra i 12mila e i 70mila euro. Nell’anno del Covid (il 2020) ha assunto 6 persone e e oggi ne deve assumere ancora un paio. Ogni anno si sobbarca una media di 110mila chilometri in automobile: “praticamente in 22 anni sono andato e tornato 8 volte dalla luna”, dice il Ceo di Klain. Nel periodo universitario Greco, classe 1957, ha seguito corsi di contabilità industriale, su tempi e metodi di produzione per capire da dove nascevano i costi ed è stato questo suo passato a soddisfare quelle prime curiosità che poi si sono concretizzate in quel futuro che oggi, grazie al mondo dei robot, della meccatronica, dei processi di automazione gli consente di imparare ogni giorno processi produttivi nuovi che utilizzano la robotica in tutte le sue forme. Le soddisfazioni non mancano. Per il secondo anno consecutivo Klain Robotics si è aggiudicata in questo 2021 l’ambito riconoscimento di ‘’MIR Excellent Partner’’. A soli tre anni dall’inizio di questa collaborazione con il brand danese, sono tanti i progetti che arricchiscono la competenza di Klain robotics, che può peraltro vantare un ricco network di MiR System Partner certificati a supporto di tutto il mercato nazionale. «Questo ennesimo riconoscimento – afferma Fabio Greco – ci rende orgogliosi e quanto mai convinti che il prodotto MiR sia la soluzione migliore per tutti coloro che intendono davvero incrementare in modo semplice e veloce i propri processi di intralogistica».

Un colpo di fulmine ha cambiato la vita all’ingegnere Fabio Greco. No, non sentimentale: tecnologico. È stato affastinato dall’oggetto robot incontrato per caso (come da romanzo) attorno al 1996/1997 e da quel momento dalla scrivania di responsabile di produzione in varie aziende locali è passato ad un mondo che dopo oltre 20 anni non smette di incuriosirlo e di fargli imparare ogni giorno cose nuove. Non progetta e non costruisce macchine intelligenti ma con la sua Klain Robotics che vende e distribuisce in tutta Italia e in qualche paese estero robot industriali e mobile robot (navette a guida autonoma) di alcune tra le più note aziende mondiali, si è costruito una realtà fatta di 23 persone nella Casa madre di Brescia; di sedi a Cassino, Catania, Ivrea, Algeri (l’obiettivo è essere presenti nel Maghreb); di fatturare nell’ultimo bilancio 9 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare a 10 quest’anno e a 15 quanto prima; di realizzare la nuova sede di 2000 metri quadri inaugurata in agosto in Via Bresciani e costata 2,5 milioni di euro (già ripagata).

Robot

«Mi dicevo sempre: un ingegnere non deve andare a vendere ma l’incontro con i robot mi ha cambiato la vita lavorativa. Soprattutto quello con un manager di una società giapponese, quarto fornitore al mondo nella componentistica auto, che cercava un distributore in Italia. Nel 1999 ho così aperto la mia azienda a Castegnato, con non poche difficoltà, ma ho perseguito quello che avevo in testa e che ritenevo giusto fare per quell’epoca industriale”.

Sviluppo

Oggi l’utilizzo di queste tecnologie si sta diffondendo enormemente. L’intralogistica, per esempio, è un fattore determinante nella gestione quotidiana dell’impresa e il sempre maggiore utilizzo dei mobile robot ne è testimonianza. Il trasporto di un oggetto da una parte all’altra dell’azienda, infatti, non genera valore ma assorbe costi, perché trasportare costa. L’ottimizzazione dei trasporti all’interno dell’azienda con appunto navette a guida autonoma che non hanno bisogno di infrastruttura esterna per muoversi all’interno degli spazi produttivi sta diventando sempre più importante.

Coscienza

Nonostante l’industria abbia sempre più bisogno di automazione per i propri processi produttivi, manca ancora la coscienza imprenditoriale che “non si deve comperare un robot perché anche gli altri l’hanno e per stare sul mercato devi averlo anche tu”. Manca personale formato ma mancano soprattutto giovani che sappiano usare queste tecnologie. “Con Fondazione Clerici, per esempio, è nato un progetto per insegnare ai giovani a gestire la saldatura robotizzata – dice Greco – perché un’azienda vuole comperare un’isola robotizzata ma non ha chi la sa usare”. In sostanza, al giorno d’oggi, o automatizzi o le fabbriche vanno a produrre dove la manodopera costa la metà della metà.

Una realtà che affianca alla produzione anche la formazione

L’azienda di Greco ha aperto anche una sezione “Educational” per inserire la robotica nel mondo della scuola

La robotica spazia in tutti i campi. «Visto che ho sempre sognato di insegnarla ai ragazzi, oggi la sua carenza di insegnamento è una drammatica realtà. Non ci sono giovani da inserire nelle aziende del nostro comparto, mancano in tutta Italia, e allora in Klain ho aperto una sezione Educational, gestita da una mia collaboratrice, che gira l’Italia per inserire la robotica nelle scuole”. Nel campo della formazione Klain ha pure fatto un accordo col Ministero dell’Istruzione, università e ricerca (Miur) per inserire la meccatronica inerente all’automazione industriale almeno negli ultimi 2 anni degli Istituti tecnici. Greco con altre 9 aziende ha fondato l’Associazione Italiana di automazione meccatronica di cui è vice presidente, sempre col Miur e coinvolgendo Aidam ha inoltre fatto nascere M2A, rete di 100 istituti tecnici italiani che collaborano e si parlano tra di loro. Con Klain Robotics Educational “viene fatta formazione ai professori e cerchiamo di supportare il mondo della scuola perché l’obiettivo tassativo è quello di insegnare e dare ai ragazzi una competenza spendibile da subito nel mondo del lavoro, appena escono dagli istituti tecnici. I giovani devono imparare ad utilizzare già a scuole le stesse tecnologie che trovano nella fabbrica”. Nell’ambito del progetto Educational, l’azienda in via Bresciani ha pubblicato per Hoepli due testi, uno proprio sui robot di automazione, l’altro in collaborazione con Aidam sull’applicazione della meccatronica nell’automazione, un libro che non esisteva.

«Il mondo della robotica non è solo degli ingegneri – conclude Greco – è anche dei bravi periti e c’è una fame enorme di giovani da inserire, con stipendi che possono anche raggiungere i 2000/2500 euro. L’Italia è paese manifatturiero, il sud ha voglia di crescere». Il suggerimento di Klain Robotics è che forse è il momento di pensare meno ai licei e più agli istituti tecnici.

La voce del popolo, dicembre 2021

Nuova sede e crescita per Klain Robotics

Con l’apertura di una seconda sede a Brescia, nell’agosto scorso, uno spazio ampio e moderno che ospita tutti gli uffici e nuove sale demo e metting per i clienti, Klain Robotics supporta la crescita di fatturato e di mercato che sta vivendo. Resta attiva la vecchia sede dedicata alle attività di logistica dei prodotti e al training center su tutte le tecnologie rappresentate. Ne parliamo con Fabio Greco, CEO dell’azienda.

L’inaugurazione, e il trasferimento, nell’agosto scorso della nuova sede da 1500 metri quadrati di superficie alle porte di Brescia è la testimonianza della crescita che Klain Robotics sta vivendo. Fondata del 1999, anche l’anno scorso l’azienda non si è fermata e ha avviato nuovi progetti a supporto dell’emergenza sanitaria ed è tornata già a pochi mesi dalla chiusura del 2021 ad un livello di fatturato superiore al 2019. La crescita del mercato, unita al riconosciuto approccio improntato allo scouting continuo e alla promozione di tecnologie innovative, sono alla base del successo di Klain Robotics, che ha scelto di realizzare una nuova struttura che le consenta di operare in spazi più grandi, luminosi e funzionali e, in prospettiva, possa assecondare le necessità di espansione nei prossimi tre anni. La nuova, moderna e spaziosa sede di via Sergio Bresciani, rinominata Klain Robotics 2, va ad affacciarsi alla vecchia sede di via Cacciamali, denominata adesso come Klain Robotics 1 e che sarà destinata ad ospitare le attività di storage e logistica dei robot e il Training Center, per sviluppare molteplici percorsi formativi su tutte le tecnologie di robot che l’azienda rappresenta sul mercato italiano e non solo.

Razionalizzazione degli spazi

Le attività in Klain Robotics 2 sono diventate operative dall’agosto scorso, con il trasferimento nella nuova sede di tutti gli uffici: commerciali, marketing, amministrazione e finanza. Un’intera palazzina è destinata solo al personale tecnico. “Condivido in pieno le parole di un famosissimo imprenditore che diceva: “le aziende o si fanno crescere o si chiudono”. Il nostro obiettivo è far crescere l’azienda sia sviluppando il mercato dei prodotti che già abbiamo sia introducendo nuove tecnologie che siano complementari al business aziendale – racconta Fabio Greco, fondatore e CEO di Klain Robotics. Nella vecchia sede non avevamo più spazio per poter gestire il volume di attività che seguiamo oggi. Da qui la decisione di investire in una nuova struttura, dove oltre raccogliere tutti gli uffici abbiamo creato anche una nuova sala demo e meeting. Klain Robotics 2 sarà dedicata a mostrare le nostre tecnologie ai clienti, anche grazie a celle dimostrative che allestiremo sia con applicazioni di robot Denso sia Hyundai e MiR, che richiedevano spazi più ampi per essere realizzate”. La nuova sede si trova in una posizione strategica, a tre minuti dall’uscita di Brescia Centro dell’autostrada A4, facilmente raggiungibile dai clienti. La necessità impellente di disporre di nuovi e più grandi spazi ha portato alla decisione di entrare nella nuova struttura già da agosto scorso, con il progetto di completare alcuni lavori nel prossimo anno, tra cui l’installazione di pannelli fotovoltaici, l’inserimento di un ascensore nella palazzina dei tecnici, l’arredo della terrazza per gli aperitivi o incontri informali con i clienti e la piantumazione di alberi. Al contempo si è deciso di mantenere la vecchia sede, razionalizzando le attività. “In questo modo saremo in grado di organizzare corsi di formazione in contemporanea su più tecnologie, consentendoci di rispondere alla crescente domanda di training sui robot da parte di un numero sempre più numeroso di clienti”.

GAMMA DENSO

 

Ampio portafoglio di soluzioni 

Oggi il portafoglio di soluzioni disponibili in Klain Robotics include i robot Denso, che l’azienda ha fatto conoscere al mercato italiano nel ‘99, i robot Hyundai, introdotti nel 2010, i componenti di meccatronica Eyefeeder, distribuiti dal 2007, e i robot mobili autonomi MiR, entrati a completare l’offerta nel 2018. “Prima dello scoppio del Covid-19 avevamo pensato di presentare un nuovo prodotto, Effimat, un innovativo magazzino che consente un elevato numero di picking/ora grazie a uno speciale brevetto sul box-mover. La tecnologia è nata nel polo della meccatronica di Odense, lo stesso da cui provengono anche gli AMR di MiR. Avevamo esposto la tecnologia già alla fiera Mecspe 2019, poi con la pandemia non si è potuto fare più nulla, e ora stiamo ripartendo a proporre il nuovo prodotto”. Anche altri progetti erano sul tavolo di Klain Robotics prima dell’emergenza sanitaria, sul fronte dell’espansione dei mercati presidiati. L’azienda serve, infatti, tutto il mercato italiano, lavorando con numerosi system integrator che poi di fatto portano le applicazioni delle tecnologie offerte in tutto il mondo. “Oltre all’Italia, dove abbiamo peraltro un ufficio a Cassino, Catania ed Ivrea, ci occupiamo anche della Svizzera italiana e dal 2012 abbiamo un ufficio in Serbia, a Belgrado, mentre tramite una nostra persona ad Algeri, un ottimo ingegnere, seguiamo già il mercato del Maghreb. Prima degli eventi legati al Covid-19 la nostra idea era di aprire in Tunisia una sede insieme ad altre due o tre aziende AIdAM, che sono interessate a condividere uno spazio per proporre prodotti e tecnologie e fare integrazione con i nostri prodotti in quell’area. Il progetto, rimasto in stand-by, è ancora sul tavolo e vorremmo riprenderlo, per dare seguito al lavoro già fatto negli anni passati”.

Lo stato di emergenza sanitaria ha però anche stimolato la volontà di Fabio Greco di portare al mercato soluzioni che potessero risolvere meglio le problematiche che aziende e strutture pubbliche si sono trovate a fronteggiare. A maggio 2020 è stata, infatti, aperta a Siena la newco Raybotics per la commercializzazione di Pro Health System, soluzione robotizzata per la sanificazione di ambienti mediante ozono e raggi UV-C. Il sistema offre grande efficienza ed economia in alternativa all’impiego di igienizzanti chimici erogati con le classiche lance, ed è stato prontamente adottato in alcuni aeroporti, dalla Marina Militare, scuole e in alcuni comuni della Val d’Aosta. L’azienda ha già iniziato a progettare altri prodotti, tra cui degli assi cartesiani implementati nelle presse di stampaggio elettriche di un costruttore leader in Europa e degli impilatori per vaschette in alluminio impiegate nel settore alimentare, già venduti a un’azienda in Arabia Saudita.

MiR Excellent Partner

Crescita ininterrotta fin dalla nascita

Dall’anno della sua nascita, Klain Robotics ha avuto una curva di crescita ininterrotta, unica eccezione la parentesi del 2020 che è però già stata recuperata con le attività del 2021. Un risultato ottenuto sia grazie alla continua ricerca di prodotti che potessero portare innovazione e vantaggi al mercato sia alla serietà di un approccio su cui Greco ha improntato tutta l’azienda: “Da quando è nata Klain Robotics, ho sempre operato in un mercato caratterizzato da crisi e difficoltà cicliche: le torri gemelle prima, i subprime americani poi e adesso la pandemia. Malgrado questo abbiamo continuato a crescere, confrontandoci con un mercato sempre più complesso, facendoci più forti nelle difficoltà e trovando sempre nuove soluzioni. Potrei dire che, in un certo senso, sono vaccinato. Inoltre, abbiamo sempre pensato che la tipologia di prodotti che proponiamo necessiti di un supporto, non solo come formazione che consenta alle aziende di sfruttarne al massimo le potenzialità, ma anche nel senso di servizi pre e post vendita. Per cui ci siamo da subito strutturati per poter offrire consulenza nella scelta delle tecnologie più adatte alle esigenze applicative dei clienti, o ancora la simulazione dei tempi ciclo e il service post-vendita”.

Klain Robotics oggi impiega 24 persone in totale, di cui un team di 10 tecnici di cui uno nella sede di Cassino, aperta nel 2019 per seguire più da vicino i clienti del centro sud. Cinque di questi tecnici sono dedicati espressamente ai robot MiR. Numeri che ben dimostrano come l’azienda si impegni a determinare il successo delle tecnologie che propone sul mercato. Tra i settori serviti certamente figura l’Automotive, storico grande consumatore di robot e automazione industriale, ma che in ragione delle ripetute crisi che attraversa inizia a essere sentito non più così strategico come un tempo. Altri settori oggi fondamentali sono il packaging e la General Industry: “Il settore delle macchine per imballaggio in Italia è in particolare un esempio virtuoso e unico di quello spirito di aggregazione tra aziende, tipico dei tedeschi, che se fosse diffuso anche tra le nostre aziende porterebbe l’Italia a primeggiare in tutti gli ambiti”. Vocazione all’aggregazione che proprio Greco ha da sempre sostenuto attivamente già dal 1999 con la creazione di AIdAM e le relative attività.

Soluzioni per l’Educational

Accanto alla vocazione industrial, quattro anni fa è nata una seconda divisione: Klain Robotics Educational, contraddistinta dal colore giallo, che si occupa di tutte le attività legate al mondo scolastico. “Riteniamo giusto e necessario insegnare ai giovani nelle scuole tecniche secondarie l’utilizzo delle tecnologie che troveranno poi nelle aziende – indica Fabio Greco. La mission di Klain Robotics Educational è fornire un contributo per colmare la mancanza di giovani in possesso delle competenze necessarie, una carenza che in Italia è cronica e affligge tutta la filiera dell’automazione, dai distributori di componenti ai nostri integratori, e fino agli end-user”. Klain Robotics Educational offre tutte le tecnologie proposte dalla divisione industrial, proponendole a istituti tecnici superiori, scuole e università, in Italia ma anche all’estero come è il caso dell’unità MiR venduta lo scorso agosto a un istituto in Svizzera e dei quattro robot appena acquistati dall’Università di Algeri. L’azienda ha una risorsa dedicata che visita il mondo dell’Educational per vendere i prodotti, ma la proposta per il mondo scolastico include anche la formazione dei docenti. “Quattro anni fa sono stato al Miur per parlare delle opportunità di portare nelle scuole l’insegnamento della meccatronica applicata all’automazione industriale. Con il Miur è poi nato il progetto di un libro dell’automazione, che ha coinvolto Hoepli, e abbiamo inoltre creato la rete M2A che oggi è formata da oltre 100 scuole, istituti e aziende nel settore della meccatronica che collaborano tra loro. Sul tema formazione nelle scuole, oltre a quella dei docenti, la mia idea è che serva creare anche delle figure di tutor, ovvero ex-studenti formati sulle varie tecnologie o sulla programmazione dei robot che possano insegnare ad altri studenti, anche una volta intrapreso il loro percorso universitario. Questo perché spesso i docenti restano solo qualche anno nelle scuole, sovente soggetti a trasferimenti in altri istituti”. Il progetto relativo ai tutor è stato già avviato in un paio di scuole, mentre in altre come l’ITIS di Tramutola in provincia di Potenza alcuni studenti hanno impiegato i robot forniti da Klain Robotics per sostenere il loro esame di stato.

 

RMO, dicembre 2021

GAMMA DENSO

Dai robot compatti ai robot di grosso taglio

Amplissima la gamma del marchio Denso, storicamente distribuito in Italia da Klain Robotics.

Klain Robotics nasce a Brescia nel 1999, come distributore di robot per il mondo della Factory Automation e componenti di meccatronica sul mercato italiano e della Svizzera italiana. La sua attività si articola principalmente sul fronte della distribuzione di componenti per l’automazione e sul fronte dell’active service, atto a supportare i clienti o potenziali clienti attraverso simulazioni per la verifica dei tempi ciclo o per l’individuazione del robot più indicato da utilizzare, atto a formare, attraverso corsi di formazione base e avanzati, sulla programmazione dei robot, e ad offrire un customer care a 360° per interventi di manutenzione, riparazione e vendita di pezzi di ricambio originali.

Il brand “storico” distribuito da Klain Robotics fin dai suoi esordi è Denso, multinazionale giapponese appartenente al gruppo Toyota, che a partire dagli anni ’60 ha creato al suo interno una divisione robotica per soddisfare la propria produzione di componenti automobilistici. Il marchio presenta robot SCARA a 4 assi e robot antropomorfi a 5 e 6 assi, per carichi utili fino a 40 kg, caratterizzati da alte velocità per diverse tipologie di configurazione. Standard, a prova di polvere e umidità, ISO 5, risultano altamente versatili per essere implementati in molte applicazioni diverse. Per essere ancora più di supporto al mercato, Denso ha introdotto una versione a basso costo per soddisfare la sempre più elevata richiesta di robot per applicazioni semplici. È la serie LPH, soluzione ideale per chiunque sia alla ricerca di un robot compatto e affidabile che richiede un investimento ridotto. L’LPH è un robot a 4 assi, progettato per gestire un carico utile fino a 3 kg con sbraccio di 400 mm e asse Z da 150 mm. Oltre al prezzo, la serie offre altri vantaggi competitivi che includono un momento di inerzia che favorisce l’implementazione di un’ampia varietà di pinze, nonché il controller RC8A dotato di numerose funzionalità flessibili e con programmazione user-friendly.

Scara LPH Denso
Scara LPH Denso

Come tutti i robot Denso, la programmazione può essere eseguita con Wincaps III e con PLC o Open Network Orin2. Il controller RC8A consente infine di gestire facilmente più device periferici, riducendo i costi complessivi dell’applicazione e i tempi di messa in servizio. Denso ha già anticipato che in un prossimo futuro altri modelli entreranno a far parte della serie LPH, con payload, sbraccio e asse Z di valore superiore. Accanto alla serie LPH, Denso Robotics ha da poco introdotto sul mercato altre due nuove serie, che introducono il marchio nella robotica di grosso taglio: la serie VM e la serie VL.

 

 

 

 

Questi nuovi robot sono caratterizzati da payload e sbracci decisamente più importanti: i VM riusciranno ora a gestire carichi fino a 25 kg con uno sbraccio di 1500 mm l’uno e 1800 mm l’altro, mentre i VL gestiranno carichi fino a 40 kg con una portata massima del braccio di oltre 2500 mm.

serie VMB Denso
serie VM Denso
Serie VL Denso
Serie VL Denso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima applicazione in Europa con il nuovo VM è stata da poco realizzata da un cliente di Klain Robotics. Con queste nuove cinematiche, Denso amplia la propria linea di robot mettendo a disposizione una gamma completa per qualsiasi esigenza applicativa.

 

Sole24Ore, settembre 2021

Global path vs. Local Path

Per arrivare a destinazione, gli AMR di MiR intraprendono il percorso migliore sulla base di una logica costi. Questo percorso viene normalmente denominato “GLOBAL PATH”. Per calcolare il global path, vengono presi come riferimento esclusivamente gli ostacoli fissi, che vengono evitati a priori, in quanto parte della mappa iniziale.

global path
Il global path è il tracciato blu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se però, durante il percorso, l’AMR risconta la presenza di un altro ostacolo che non era previsto nella mappatura registrata, è in grado di ricalcolare il percorso adattando la posizione corrente del robot agli ostacoli intorno ad esso. In questo caso si parla di “LOCAL PATH”, un percorso ricalcolato continuamente mentre il robot è in movimento, tenendo sempre come riferimento le indicazioni del global path.

local path
Il tracciato blu rappresenta il Global Path, ed è sempre visibile sulla mappa. Il Local Path è indicato tramite la freccia blu, che rappresenta il ricalcolo per raggirare l’ostacolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terminato il processo di ricalcolo del percorso (LOCAL PATH), il MiR riprende l’esecuzione del global path calcolato all’avvio della missione.

Una nuova sede per K.L.A.IN.robotics, più moderna e spaziosa

Sempre a Brescia ma più vicina al cuore pulsante della nostra amata città

Dopo 11 anni dall’ingresso nella sua terza sede, K.L.A.IN.robotics ha inaugurato ad inizio agosto la nuova struttura di Via Sergio Bresciani 7. La crescita del mercato ha reso necessario un ulteriore adeguamento della struttura e K.L.A.IN.robotics ha quindi scelto di realizzare una nuova realtà che le consenta di operare in spazi più grandi, luminosi e funzionali e che, in prospettiva, possa assecondare le necessità di ulteriore espansione dei prossimi 3 anni.

Si tratta di una scommessa nel programma di sviluppo di un’azienda che dal 1999 sta vivendo una crescita costante e che ha portato la K.L.A.IN.robotics ad essere un importante punto di riferimento per i System Integrator in Italia.

«Siamo molto soddisfatti di come il nostro progetto si sia finalmente avverato – dichiara Fabio Greco, CEO dell’azienda – e, come ha dichiarato un famoso imprenditore italiano, con la consapevolezza che le aziende o si fanno crescere o si chiudono, il nuovo sito soddisfa pienamente le esigenze di una realtà come la nostra, fortemente dinamica e sempre orientata alla crescita. La nuova sede rappresenta la nuova era della nostra impresa e sarà rinominata K.L.A.IN.robotics 2».

La nuova struttura è pronta ad accogliere clienti e collaboratori in un ambiente altamente moderno e tecnologico, con una sala demo/meeting estremamente all’avanguardia.

L’ing. Greco aggiunge: «Ci piace lavorare in un contesto che ben rappresenta l’immagine di K.L.A.IN.robotics, ma soprattutto siamo lieti di poter offrire a collaboratori e clienti un ambiente confortevole in cui poter esprimere al meglio le nostre capacità. Conseguentemente, la ‘vecchia’ sede di Via Cacciamali non verrà dismessa ma rappresenterà il Training Center e il Warehouse di K.L.A.IN.robotics».

Ciò che auguriamo a tutto lo staff è che questo non sia un punto di arrivo ma un ulteriore punto di partenza per nuovi stimoli a fare sempre meglio e continuare a crescere negli anni a venire.

Blocco uffici amministrativi e commerciali

Più produttività ottimizzando il lavoro

Dispone una soluzione per immagazzinare componenti in scatole da 600x400mm o sottomultipli

Qualsiasi azienda al giorno d’oggi si pone tra gli obiettivi quello di voler migliorare il proprio rendimento e la propria produttività. Sono tanti i fattori richiesti da prendere in considerazione per raggiungere questo traguardo, ma certamente uno dei passi che un’impresa può iniziare a compiere è quello di automatizzare alcuni dei processi interni all’organizzazione aziendale che molto spesso richiedono tempo, generano ritardi e possono essere soggetti a una percentuale di errore umano.

Parola d’ordine: organizzarsi

Uno dei reparti sempre presente nelle aziende è il magazzino, il deposito per eccellenza di tutta quella merce in entrata e i prodotti finiti in attesa di spedizione o di lavorazione. Ogni articolo presente in magazzino è contrassegnato da un codice, da una descrizione, da una quantità e senz’altro da una determinata locazione, che ne richiede dunque il posizionamento in una determinata zona o in uno specifico ripiano di uno scaffale. È l’organizzazione la caratteristica principale di un magazzino. perché sia impeccabile a rendere reperibile nel minor tempo possibile l’articolo o il materiale necessario. Oltre ai magazzini propriamente detti e comunemente conosciuti, che prevedono lo stoccaggio della merce e la sua successiva distribuzione, vi sono anche i cosiddetti cross-docking points, che prevedono un’immediata fuoriuscita della merce entrante in magazzino in giornata, non occupando quindi uno spazio sullo scaffale, utile per esempio nel caso di merci fresche o di beni dalla rapida deperibilità.

Se la struttura è robotizzata

Un altro sistema di magazzino è quello mobile, una soluzione logistica che non prevede opere murarie ma generalmente prevede una copertura, un tunnel, un capannone, o altro, che all’occorrenza può essere montato e smontato. Sistema, questo, che spesso viene utilizzato per aumentare lo spazio coperto in modo temporaneo per lo stoccaggio di particolari merci in attesa di carico e scarico. Tornando però alla classica tipologia di magazzino, negli ultimi anni sono sempre di più le aziende che puntano a soluzioni di magazzini automatici, impianti quindi totalmente automatizzati che si occupano dello stoccaggio delle merci.

Ma che cosa sono i magazzini automatici? E come funzionano? Si tratta di strutture robotizzate che vengono installate per sostituire il tradizionale magazzino e ottimizzare la gestione della logistica. Si parla ancora di strumento all’avanguardia che le imprese possono sfruttare per rendere più precise le diverse operazioni che interessano la gestione del magazzino.

Macchine e software digitali

Il settore della logistica è in continua evoluzione, e in particolare è in evoluzione la volontà di integrare nuove tecnologie che comportano l’utilizzo di macchine e software digitali che consentano un miglior stoccaggio del materiale, per garantire precisione, puntualità e, quindi, produttività. Il magazzino tradizionale necessita di operatori che si occupano della gestione delle merci in entrata o in uscita. Quando, invece, si parla di magazzino automatico si fa riferimento a dei veri sistemi robotizzati in cui la funzione dell’uomo è limitata a raccogliere i prodotti che vengono movimentati o catalogati, permettendogli quindi di dedicare il tempo ad attività a più alto valore aggiunto.

Klain Robotics, distributore di robot per la factory automation e componenti di meccatronica, ha trovato in Effimat una soluzione davvero efficace per la gestione di piccoli componenti. Effimat consente di immagazzinare componenti in scatole da 600x400mm o in sottomultipli. I contenitori vengono gestiti in modo singolo tramite il sistema brevettato Box Mover, effettuando dai 250 ai 350 prelievi in un’ora.

Accuratezza di prelievo

Effimat si propone come magazzino innovativo nelle aziende che intendono migliorare l’efficienza dell’intralogistica. Occupa circa 6,5 mq con un’altezza che parte dai 4,5 fino ad arrivare ai 16 metri, e ha la possibilità di stoccare scatole di diverse altezze, il che garantisce un’accuratezza di prelievo del 99,9%. Grazie alle elevate performance viene utilizzato in diversi ambiti, tra cui, per esempio, l’automotive, l’e-commerce, la farmaceutica e il mondo del fashion. Ciò che accomuna questi settori è, infatti, la quantità di piccoli componenti che vengono gestiti. La soluzione Effimat consente di liberare il 75% dello spazio e le distanze percorsi dagli operatori.

Secondo un sondaggio effettuato su diverse aziende, è stato calcolato che in media vengono prelevati cinque articoli per ogni ordine. Grazie alla tecnologia sfruttata da Effimat, che consente di prelevare cinque scatole dalla torre del magazzino indipendentemente dalla posizione in cui sono allocate, è possibile gestire in un unico ciclo di picking l’ordine di cinque componenti contemporaneamente.

Internet of things

È così che l’attività di picking è estremamente dinamica, perché ottimizza il lavoro degli operatori addetti a questa attività e la quantità di risorse prelevate. L’Internet of Things ha ridotto la distanza fra consumatore e aziende, un processo che sta portando ad un mercato di prodotti più individuali e personalizzati. Inoltre, i tempi di consegna sono sempre più stringenti, portando ad un’offerta di spedizione che sia sempre più rapida ed efficiente.

La flessibilità e la velocità di Effimat sono un vantaggio soprattutto quando si tratta di supportare una combinazione di prodotti e componenti di movimentazione sia lenta che veloce. L’impianto può operare verticalmente ed orizzontalmente e gestisce dai 250 picking di scatola all’ora, garantendo prestazioni di prelievo tre volte più elevate, archiviazione e rimozione automatizzate delle scatole possibili, disponibili in varie altezze e suddivisioni.

Tutti insieme al picking

Nella fase di picking, il magazzino – che si presenta in sezioni – è in grado di prelevare da una struttura a scaffalature standard le scatole da consegnare ed è evidente il plus derivante dalle scatole che si muovono orizzontalmente durante le operazioni verso le baie. Il magazzino, che garantisce un rapido riscontro sull’investimento, permette di singolarizzare i vari cassetti al fine di prelevare oggetti su più piani differenti e farli arrivare nell’area di picking tutti insieme.

Si tratta di un prodotto anche molto più attraente rispetto ai classici VLM. È una tecnologia di storage nata come un classico magazzino automatico ma che si è subito e costantemente migliorata verso una maggiore velocità, flessibilità ed integrazione. Grazie a questa soluzione viene agevolata la Lean Production e la conseguente eliminazione degli sprechi. Infatti, è possibile servire l’intera supply chain della robotica grazie a diverse soluzioni completamente di automazione.

Perché questa scelta

Inoltre, la collaborazione tra AMR e un magazzino automatico Effimat rappresenta un grande vantaggio per le operazioni di intralogistica, poiché quest’ultimo può essere automatizzato per il carico automatico delle navette. Se la soluzione Effimat è ideale per i piccoli colli, Classicmat, altro prodotto innovatico della casa danese Effimat Technology, è un VLM tradizionale progettato per lo stoccaggio e la gestione di articoli pesanti e di grandi dimensioni. Anch’esso è caratterizzato da alta velocità, e permette una riduzione del rumore grazie ad un nuovo tipo di rivestimento. Ma perché puntare all’ottimizzazione del processo di prelievo? Con la crescita del business, è bene che le aziende ottimizzino il proprio sistema. Questo comporta la ricerca di nuove tecnologie e il primo elemento da tenere in considerazione è la riduzione dei costi. Se l’obiettivo rimane la soddisfazione del cliente, allora la precisione è fondamentale.

Magazzini automatici

Fondamentale evitare errori

Commettere degli errori può generare conseguenze costose, soprattutto se ci si accorge troppo tardi o addirittura se se ne accorge il cliente stesso. Il processo di prelievo, quindi, è ottimizzabile minimizzando le movimentazioni, consentendo agli addetti ai lavori di non impiegare troppo tempo in un singolo processo, abbattendo così i costi supplementari per un singolo prelievo e aumentando al testo stesso il volume di produzione. È ottimizzabile riducendo il tempo per gli spostamenti, implementando un software per il magazzino che vi aiuterà a pianificare il processo di picking. E ancora, lo è automatizzando il prelievo stesso, eliminando in questo modo i passaggi ripetitivi della manipolazione manuale.

Oggigiorno le aziende stanno sperimentando sempre di più i vantaggi dell’automazione, specialmente in ambito logistico, dove spesso si possono riscontrare criticità e dispendio di denaro. I magazzini automatici rappresentano quindi un modo per automatizzare questo settore, utilizzando lo stoccaggio automatizzato che consente di eliminare gli errori di prelievo, creare un flusso più snello nel processo di preparazione del materiale e quindi ottimizzare il proprio volume di produzione.

Logistica, giugno 2021

MiR200 in Stanley Black & Decker

Più che AMR, i MiR200 diventano anche banco di lavoro mobile: l’innovazione di DeWalt Industrial Tools

Nello stabilimento di Perugia di DeWalt Industrial Tools vengono realizzati i prodotti relativi alle due più grandi famiglie del brand, gli elettroutensili per il taglio del legno ed i martelli demolitori. Su quest’ultima linea l’azienda ha deciso di implementare due robot mobili autonomi MiR200 per trasformare la linea in una vera e propria cella di assemblaggio, con tanto di stazioni di lavoro mobili.

DeWalt Industrial Tools, azienda parte del gruppo Stanley Black&Decker, è leader nel settore degli elettroutensili professionali. All’interno dello stabilimento di Corciano, alle porte di Perugia, che si estende per 15.000 mq e in cui lavorano 250 dipendenti, vengono realizzati i prodotti relativi alle due più grandi famiglie del brand: gli elettroutensili per il taglio del legno e i martelli demolitori. 

I processi interni che caratterizzano lo stabilimento sono la somma di una serie di attività che comprendono non solo l’assemblaggio finale ma anche la costruzione dei componenti strategici delle macchine, in particolare la realizzazione degli indotti e statori necessari alla costruzione dei motori elettrici, la verniciatura dei componenti, nonché la lavorazione meccanica dei particolari in acciaio, alluminio e magnesio. 

L’azienda, che si caratterizza per un radicato pensiero lean e per la forte spinta all’innovazione, ha deciso di realizzare una linea di assemblaggio 4.0, implementando in maniera unica due robot MiR200, dotati di uno speciale modulo superiore che permette loro di interagire con la cella robotizzata  

Quando abbiamo intrapreso la strada per realizzare una linea di assemblaggio in ottica Industry 4.0 che delineasse gli standard per i prossimi anni, abbiamo trovato in MiR uno dei partner ideali per il raggiungimento dei nostri obiettivi; l’elemento decisivo è stato soprattutto quello di andare a utilizzare un prodotto destinato alla soluzione di problemi intralogistici per un’applicazione fuori dagli schemi”, spiega Stefano Baldini, Plant Manager di DeWalt Industrial Tools. 

MiR200 in Stanley Black & Decker

Da linea di assemblaggio a cella di assemblaggio

Lungo la linea di assemblaggio dei martelli demolitori l’azienda aveva necessità di movimentare dei pallet kit di 180kg, che accogliessero tutti i componenti indispensabili a costruire uno specifico martello, in una particolare versione con ID univoco.  

Non potevamo permetterci di mettere a terra strutture dedicate al trasporto o alcun tipo di sistema fisso che bloccasse il passaggio degli operatori”, afferma Francesca Ballerini, Process Engineer & Maintenance Manager di DeWalt Industrial Tools. “Le attività di movimentazione, che rappresentano tendenzialmente un Muda, sono state ridotte quanto più possibile e poi destinate alla coppia di AMR, riuscendo così ad assegnare al personale addetto alla cella solo quelle attività che aggiungono valore al prodotto”, continua Ballerini. 

Nello specifico, vi è un operatore addetto alla preparazione del pallet kit che, una volta completate le attività descritte in sequenza dal sistema MOM, conferma il completamento delle task tramite l’HMI dedicato. A questo punto l’impianto provvede, tramite sistema di visione, alla verifica della completezza del pallet e il corretto orientamento dei componenti e, successivamente, a effettuare la chiamata del primo MiR200 che, ricevuta in carico la missione, si occupa del trasferimento, con cadenza in One Piece Flow, del pallet stesso dalla postazione di preparazione fino all’ingresso della cella robotizzata. 

La semplicità di scambio di segnali tra i vari sistemi ha permesso una rapida installazione, oltre alla garanzia del corretto trasferimento delle informazioni di univocità del pallet da un sistema all’altro, consentendo la tracciabilità totale del prodotto. 

In uscita dalla cella robotizzata, l’operatore si occupa di realizzare l’impianto elettrico di quel particolare martello, utilizzando i componenti disposti sul pallet dedicato e, una volta terminate le attività, conferma tramite l’HMI al sistema MOM lo svuotamento del pallet. Questo fa partire la chiamata al secondo MiR200 che, ricevuta in carico la missione, si occupa del ritorno del pallet alla postazione di preparazione.  

L’estrema semplicità del software di gestione ci ha permesso in maniera quasi autonoma di integrare le postazioni di ricarica in prossimità delle rulliere di scambio dei pallet, consentendo le ricariche anche durante le fasi di lavoro, permettendo di ottimizzare i tempi di attesa, lo spazio e consentendo quindi di poter allungare i tempi di utilizzo degli AMR senza incrementare la flotta”, spiega Francesca Ballerini. 

MiR200 in Stanley Black & Decker

Un banco di lavoro mobile in uno spazio ridotto

Uno dei maggiori vantaggi introdotti con MiR200, nonché la particolarità dell’applicazione implementata nella sede perugina di DeWalt, è stata la possibilità di realizzare fermate intermedie durante il ritorno del pallet vuoto, per consentire all’operatore il riempimento del pallet stesso nella posizione più ergonomica possibile, trasformando così l’AMR in un vero e proprio banco di lavoro, un’applicazione insolita ma di grande valore per chi vuole rimanere flessibile. 

L’introduzione dei due robot ha anche permesso di ottimizzare al meglio lo spazio a disposizione accanto alla linea, di passaggio per gli operatori, senza la necessità di installare strutture fisse che ne avrebbero compromesso la flessibilità e la funzionalità. 

La facilità di utilizzo e di integrazione dei MiR con tutti i sistemi innovativi della cella, nonché con le persone, ci ha permesso di risolvere problemi apparentemente complessi con una soluzione semplice e funzionale”, ha commentato Stefano Baldini. 

Stefano ha commentato anche il rapporto tra l’AMR e il personale: “Il MiR200 è stato accolto dagli operatori della linea all’inizio con un po’ di scetticismo che caratterizza normalmente tutte le innovazioni tecnologiche. Poi, appresa la semplicità di utilizzo, con una interfaccia decisamente user friendly e la forte stabilità e sicurezza del sistema, è diventato parte integrante dei dispositivi di lavoro, non potendo oggi decisamente farne a meno”. 

MiR200 in Stanley Black & Decker

 

Parola d’ordine: innovazione

DeWalt Industrial Tools è orgogliosa dell’innovativa applicazione implementata con il supporto del distributore K.L.A.IN Robotics, tanto che sta progettando di implementare gli AMR a servizio di altre linee e processi che necessitano di essere automatizzati, per liberare di operatori dei compiti di trasporto e ottimizzare l’intralogistica. 

La conferma del rientro dell’investimento nei tempi previsti ci fa guardare al futuro prossimo con la possibilità di espansione della flotta su due differenti flussi di valore, legati di più questa volta ad un uso tradizionale del prodotto”, conclude Stefano Baldini. 

L’azienda sta infatti valutando la possibilità di movimentare i pallet, carichi di prodotto finito, dalle linee di produzione alle zone di spedizione e di utilizzare una flotta di AMR MiR per rifornire le linee di assemblaggio, tramite trasporto automatizzato tra magazzino e produzione. 

 

La robotica è veramente la chiave per l’innovazione e la competitività?

Facciamo due chiacchiere con Fabio Greco, CEO di Klain Robotics, per conoscere il suo punto di vista sull’innovazione e la competitività della robotica.

Robotica e innovazione

Quando si parla di innovazione con imprenditori, o quando gli si chiede cosa immaginano ci sia di innovativo nel mondo industriale, la robotica è sempre fra gli argomenti per così dire in “pole position”. Per quali ragioni gli imprenditori e l’industria in generale percepiscono la robotica come una tecnologia innovativa?

La robotica è entrata nelle nostre vite da tantissimi anni ormai, ma quello che di solito intendevamo come robot era un braccio meccanico che lavorava nelle industrie e nelle fabbriche, sostituendo gli essere umani nei lavori pericolosi e/o faticosi. Questa definizione è stata messa in discussione negli ultimi anni, grazie ad uno straordinario avanzamento di questa tecnologia, perché la robotica è sempre più presente in tanti luoghi diversi della nostra vita. Noi ci occupiamo di automazione industriale e quindi vediamo la robotica impegnata in realtà industriali, aziende che puntano ad automatizzare parte dei processi aziendali perché consapevoli del fatto che la robotica innalza la produttività, l’operatività, quindi la buona riuscita del prodotto finale.

L’industria percepisce la robotica come una tecnologia innovativa perché è una tecnologia completamente adattabile alle necessità aziendali: una volta deciso di implementare la robotica nella propria realtà aziendale, siamo sempre noi che decidiamo come adattarla al nostro ambiente, siamo noi a decidere quali compiti far svolgere al robot e in quale misura. È sempre più necessario puntare su queste tecnologie cosicché le aziende possano gestire la domanda, ottimizzare la produzione e organizzare e controllare da remoto l’intera fabbrica, migliorando così anche la flessibilità e di conseguenza ridurre anche i costi generali.

Basti pensare al grande mondo della robotica mobile: negli ultimi anni si è riscontrata una crescita esponenziale (e non prevista) nel mercato dei robot mobili, grazie alla scelta delle aziende di integrare questi robot per strategie generali di automatizzazioni dei flussi logistici e del magazzino. Come risultato dell’aumento dei processi di produzione complessi, della crescente attenzione verso un’elevata produttività e della mancanza di manodopera adeguata, la domanda di soluzioni di automazione sta crescendo rapidamente in tutto il mondo. La tecnologia AMR è abbastanza avanzata e matura per essere applicabile a una gamma di funzioni molto più ampia rispetto al passato, migliorando i costi e l’efficienza della gestione dei prodotti e migliorando la qualità della vita della forza lavoro. L’uso diffuso di robot mobili in fabbrica o nel magazzino contribuirà a rendere le aziende più resistenti a shock simili futuri, essendo meno dipendenti dal lavoro umano. Piuttosto che sostituire i lavoratori, l’introduzione degli AMR porta il personale a dedicarsi ad attività più nobilitanti e di maggior valore aggiunto.

In grande crescita è anche il mondo della robotica collaborativa, rappresentata dai cobot (COllaborative roBOT) che possono lavorare completamente a fianco degli operatori in condizioni di sicurezza e senza necessità di recinzioni perimetrali.

Sono tutti aspetti, questi, che contribuiscono a rendere veramente innovativa la tecnologia di competenza della robotica.

Robotica e competitività

Ora ribaltiamo un po’ la domanda di prima. Le applicazioni robotizzate, sveltendo i processi produttivi, contribuiscono alla competitività delle aziende, ma questo aspetto non sempre viene compreso da manager e imprenditori. Quali argomenti utilizzi, nell’ambito della tua attività, per convincere chi deve decidere l’introduzione in azienda di applicazioni robotizzate? Ci sono casi emblematici di aziende clienti di cui ritieni interessante fornirci una breve sintesi?

Le applicazioni robotizzate offrono numerosi vantaggi alle aziende, cominciando dall’azzeramento della possibilità di errore, perché la macchina svolge esattamente i movimenti per la quale è stata programmata. Automatizzare delle applicazioni significa renderle molto più sicure, perché non espongono l’operatore al rischio, per esempio, di una pallettizzazione o di un qualsiasi altro compito che possa metterlo in pericolo. Capita di non contemplare la possibilità di incidenti per i propri lavoratori, ma in realtà capita molto spesso che anche solo in un scenario con dei carrelli elevatori possono crearsi rischi e brutte conseguenze. E ancora, l’aumento della produttività è assicurato perché il robot evita ogni forma di possibile assenteismo dettato da qualsiasi motivazione che possa generare l’assenza dell’operatore dal proprio lavoro. Anche da un punto di vista economico il robot offre i suoi benefici, perché il ritorno sull’investimento è quasi immediato: una delle ultime applicazioni che abbiamo sviluppato con dei robot mobili prevedevano di rientrare dall’investimento in massimo 2 anni ma poi il cliente ci ha comunicato che il risultato sarebbe stato raggiunto con qualche mese di anticipo. L’utilizzo della robotica garantisce poi la precisione e l’affidabilità, perché svolge quei compiti ripetitivi, che permettono quindi di sgravare gli operatori in modo tale da concentrarli su attività di maggior valore e molto più nobilitanti, e assicurano la riuscita di un prodotto finale di alta qualità. Il robot consente inoltre di eseguire più processi contemporaneamente, in base a come viene programmato, consentendo quindi un più alto livello di produttività.

I vantaggi nell’implementazione dei robot sono davvero molteplici e il mercato della robotica ora è così articolato da garantire sempre la piena soddisfazione del cliente.

Tuttavia, il ‘plus’ che permette a KLAIN robotics di fare la vera differenza è il tipo di servizi che offriamo. Vantiamo un reparto tecnico altamente strutturato e formato, che conta 4 tecnici impegnati nella programmazione, simulazione, riparazione e manutenzione della robotica rappresentata dai brand che distribuiamo, e un reparto di 5 tecnici che noi chiamiamo “MiR Team” che segue esclusivamente la parte relativa ai robot mobili MiR, dedicandosi all’assistenza, allo studio delle applicazioni e al training necessario di clienti finali e di System Partner che desiderano entrare a far parte della nostra rete di integratori. E quindi è quest’ultimo l’argomento che mi piace sottolineare a chi deve decidere l’introduzione di applicazioni robotizzate, perché solo con un ottimo supporto di ciò che vendiamo possiamo permetterci di fidelizzare i nostri clienti ed essere sempre a loro disposizione per qualsiasi necessità. Non è sufficiente vendere un robot, il vero valore aggiunto lo fa l’eccellente supporto prima, durante e dopo la vendita.

Offerta e supporto

Con questa ultima domanda desidero concederti ampio spazio. All’interno della proposta di robot e soluzioni della tua azienda, quale reputi la più innovativa e in che ambito applicativo eccelle?

Senz’altro mi concentro sulla robotica mobile, che in Klain Robotics è rappresentata da MiR. Abbiamo iniziato a distribuire questo brand nel 2017 e per il secondo anno consecutivo ne siamo Excellent Partner. I MiR sono AMR (Autonomous mobile robot) e robot collaborativi. La sicurezza è la caratteristica principale di questi robot, che funzionano in ambienti dinamici e lavorano a fianco degli operatori. MiR è l’acronimo di Mobile Industrial Robots, prodotto dall’omonima azienda danese, ed è una soluzione dedicata all’automatizzazione dei trasporti interni e all’efficientamento dell’intralogistica. La tecnologia che li caratterizza sono telecamere 3D e sistemi laser in grado di scannerizzare a 360 gradi l’ambiente circostante, permettendo all’AMR di navigare dinamicamente, pianificando i percorsi e reagendo attivamente a persone e ostacoli, deviandoli o fermandosi direttamente. Il robot mobile si può integrare in ogni tipologia di ambiente senza la necessità di apportare modifiche al layout aziendale ed inserire dispositivi di guida fisici o elettromeccanici. È il robot MiR che si adatta alla realtà aziendale nella quale viene installato, e non viceversa. Questa è una delle principali caratteristiche che differenziano gli AMR dai noti AGV, che richiedono invece delle bande magnetiche o specchi riflettenti fisicamente preimpostati per geo localizzarsi nello spazio e che richiedono ulteriori costi e nuovi cambiamenti dell’impianto nel caso in cui debbano essere modificati.

MiR mobile robot
Come dicevo prima, le aziende che producono e integrano AMR stanno registrando una crescita non prevista e il mercato continua a prosperare, grazie alla scelta delle aziende di integrare questi robot per strategie generali di automatizzazioni dei flussi logistici e del magazzino. Piuttosto che sostituire i lavoratori, l’introduzione degli AMR porta il personale a dedicarsi ad attività più nobilitanti e di maggior valore aggiunto. Da alcune ricerche di mercato si evidenza che l’utilizzo di AMR è in fortissima crescita e nel 2019 nel mondo sono stati venduti circa 100.000 AMR per un fatturato che si aggira sui 2,5 miliardi e si prospetta che nel 2026 si raggiunga il milione di AMR venduti per un fatturato di circa 30 miliardi.

Ma aldilà dei numeri, è da 4 anni circa che distribuiamo questi robot e tutti i clienti che hanno introdotto questa tecnologia fino ad ora ci hanno confermato i vantaggi e i benefici dell’averli implementati nel loro stabilimento. Grazie al nostro MiR Team abbiamo la capacità di garantire l’assistenza necessaria, lo studio delle applicazioni e il training necessario ai nostri clienti, così come ai nostri integratori, perché ad oggi contiamo una rete di 9 System Partner certificati e formati da Klain Robotics per poter occuparsi dello studio delle applicazioni.

Sebbene gli AMR contengano una tecnologia molto più avanzata rispetto agli AGV, i primi rappresentano di solito un’alternativa molto più economica. Gli AMR non hanno bisogno di cavi, bande magnetiche o altre costose modifiche allo stabilimento, il che significa che la loro integrazione è più semplice e veloce; un processo senza cambiamenti costosi ed impattanti per la produzione. Siccome gli AMR possono essere schierati in modo facile e veloce, il loro impatto sull’efficienza è quasi immediato. Con un basso costo iniziale ed una veloce ottimizzazione dei processi, questi offrono un ritorno sull’investimento particolarmente veloce.

Automazione Integrata, giugno 2021

MiR Excellent Partner

Gli AMR di MiR per efficientare la logistica aziendale

Il mercato dei robot autonomi (AMR) è in continua crescita, grazie alla volontà delle aziende di integrare questi robot per strategie generali di automatizzazioni dei flussi logistici e del magazzino, perché gli AMR, e in particolare quelli di MiR, distribuiti in Italia da Klain Robotics, supportano tutte quelle attività che richiedono agli operatori azioni ripetitive, come il traino di carrelli o la movimentazione di pallet tramite carrelli elevatori, muovendosi in totale sicurezza grazie alla tecnologia a bordo. Sono in grado di garantire un aumento della produttività perché l’AMR evita ogni forma di assenteismo e i robot mobili possono lavorare su più turni. Offrono benefici anche economici in quanto il ROI è quasi immediato, aggirandosi sui 2 anni. Garantiscono precisione e affidabilità perché svolge tutti quei compiti ripetitivi che permettono di sgravare gli operatori concentrandoli su attività più nobilitanti e di maggior valore. Entrando nel vivo delle tecnologie a bordo, quelle che caratterizzano i robot MiR sono telecamere 3D e sistemi laser in grado di scannerizzare a 360 gradi l’ambiente circostante, permettendo all’AMR di navigare dinamicamente, pianificando i percorsi e reagendo attivamente a persone e ostacoli, deviandoli e fermandosi direttamente durante il percorso. Il robot mobile si può integrare in ogni tipologia di ambiente senza la necessità di apportare modifiche al layout aziendale ed inserire dispositivi di guida fisici o elettromeccanici. È il robot MiR che si adatta alla realtà aziendale nella quale viene installato, e non viceversa. Questa è una delle principali caratteristiche che differenziano gli AMR dai già noti AGV, che richiedono invece delle bande magnetiche o specchi riflettenti fisicamente preimpostati per geo localizzarsi nello spazio e che richiedono ulteriori costi e nuovi cambiamenti dell’impianto nel caso in cui debbano essere modificati.

Fondata nel 1999 a Brescia, K.L.A.IN.robotics è un’azienda specializzata nella distribuzione di robot per il mondo della Factory Automation e componenti di Meccatronica. Focalizzata sul mercato italiano e della Svizzera italiana. L’alto profilo tecnico dell’azienda, il personale qualificato e costantemente aggiornato, l’accurata e attenta selezione dei marchi e dei prodotti gestiti e l’attenzione alle evoluzioni del settore sono i punti di forza che hanno reso K.L.A.IN.robotics il partner ideale per System Integrator specializzati, operanti nella realizzazione di linee di assemblaggio, di macchine speciali e nell’asservimento di macchine operatrici in svariati settori. L’azienda è impegnata infine anche sul fronte dell’Active Service, sia attraverso Training di Formazione dedicati all’utilizzo dei prodotti di Meccatronica, sia tramite attività di assistenza e supporto ai clienti, in fase di scelta e sviluppo dei progetti e di start-up di prodotti già installati, oltre alla verifica di tempi ciclo con simulazioni nell’ambiente di sviluppo software.

AMR MiR

Il Sole 24 Ore, giugno 2021

mobile robot mir

La soluzione per una logistica più efficiente

Fabio Formentini, Sales Engineer di K.L.A.IN.robotics, durante i Robotic Days ci ha accompagnato nel mondo della robotica mobile targata MiR, e ci ha mostrato come questi robot possano rivoluzionare la logistica interna di qualsiasi azienda manifatturiera, PMI comprese, svincolando il personale da compiti di trasporto e per impiegarlo in mansioni a più alto valore aggiunto.

MiR Excellent Partner

Partirei dall’ABC chiedendole di parlarci dell’approccio al mercato della robotica di K.L.A.IN.robotics che è distributore in Italia di diversi costruttori. Le chiederei quindi di spiegarci qual è la vostra filosofia e quali sono i capisaldi tecnologici che portate avanti attraverso la vostra gamma di prodotto che vorrei presentasse, a grandi linee, spiegandone le principali peculiarità.

Fondata nel 1999 a Brescia, K.L.A.IN.robotics è un’azienda specializzata nella distribuzione di robot e componenti di meccatronica. L’alto profilo tecnico dell’azienda, il personale qualificato e costantemente aggiornato, l’accurata e attenta selezione dei marchi e dei prodotti gestiti e l’attenzione alle evoluzioni del settore sono i punti di forza che hanno reso K.L.A.IN.robotics il partner ideale per system integrator specializzati, operanti nella realizzazione di linee di assemblaggio, di macchine speciali e nell’asservimento di macchine operatrici in svariati settori. L’azienda è impegnata infine anche sul fronte dell’active service, sia attraverso training di formazione dedicati all’utilizzo dei prodotti di meccatronica, sia tramite attività di assistenza e supporto ai clienti, in fase di scelta e sviluppo dei progetti e di start-up di prodotti già installati, oltre alla verifica di tempi ciclo con simulazioni nell’ambiente di sviluppo software. Inoltre, K.L.A.IN.robotics gode di una sezione dedicata al mondo educational, rivolta ai laboratori degli istituti tecnici/tecnologici, che mira a fornire competenze “spendibili” ai giovani studenti che, dopo il percorso scolastico, desiderano entrare nel mondo dell’industria, fornendo agli stessi istituti dispositivi nell’ambito dell’automazione industriale, che sono di fatto gli stessi utilizzati nell’automazione di fabbrica.

In questi giorni è stato introdotto il concetto di robotica di servizio che per certi versi è molto affine alla robotica mobile e legata a quella collaborativa, ambiti che vi vedono in prima fila con i robot MiR che la pandemia ha portato alla ribalta delle cronache visto l’utilizzo in ambito sanitario. Trascurando questo impiego, può parlarci della tecnologia MiR e come può essere di aiuto alle nostre aziende manifatturiere?

Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni e la crescente necessità delle aziende di investire nelle operazioni di logistica interna, ha creato nuove opportunità e nuovi strumenti, come i robot MiR che possono rendere più efficienti, e quindi più produttive, le aree logistiche aziendali. Essere completamente sicuri è la caratteristica principale per questi robot, che funzionano in ambienti dinamici e lavorano a fianco degli esseri umani. Nel caso in cui un essere umano si ritrovi di fronte a un AMR, il sistema di laser scanner interpreta l’ostruzione immediatamente in modo tale da permettere al robot di deviare o di fermarsi completamente per prevenire la collisione. I robot mobili nascono dall’esigenza di automatizzare la logistica interna nelle aziende, svincolando il personale da compiti di trasporto e impiegandolo in mansioni più stimolanti. I primi robot mobili utilizzati a tale scopo sono stati gli Automatic Guided Vehicle (AGV): si tratta di macchine autonome per il trasporto o la movimentazione di materiale, in grado di seguire traiettorie fisse prestabilite tracciate fisicamente a terra. L’AGV non gode di elevata flessibilità, in quanto deve seguire vincoli fissi: ciò gli impone di fermarsi davanti a ostacoli invalicabili, dall’altro la necessità di realizzare le “strade” per il robot vincola le aziende a stravolgimenti strutturali dei magazzini, non sempre ripagati economicamente. Da qui nasce l’esigenza di sviluppare una nuova tecnologia molto flessibile e in grado di muoversi autonomamente all’interno di realtà produttive. Con gli AMR si raggiungono alti livelli di efficienza e flessibilità: dotati di telecamere 3D e sistemi laser in grado di scannerizzare a 360° l’ambiente circostante, essi sono in grado di navigare dinamicamente, pianificando i percorsi e reagendo attivamente a persone e ostacoli. Il robot si può integrare in ogni tipologia di ambiente senza la necessità di apportare modifiche al layout aziendale ed inserire dispositivi di guida fisici o elettromeccanici. È il robot MiR che si adatta alla realtà aziendale nella quale viene installato e non viceversa. Implementare un AMR consente di sviluppare soluzioni su misura per i propri bisogni, supportando il personale all’interno dello stabilimento e garantendogli di concentrarsi su attività a più alto valore aggiunto.

È possibile parlare di un vero e proprio trend di mercato per la robotica mobile?

Il mercato dei robot autonomi continua a prosperare, grazie alla scelta delle aziende di integrarli per strategie generali di automatizzazioni dei flussi logistici e del magazzino. I robot mobili autonomi sono un modo semplice, efficiente e conveniente di automatizzare la movimentazione dei materiali e le attività di trasporto interno che altrimenti vedrebbe l’uso di carrelli movimentati da operatori. La tecnologia AMR è abbastanza avanzata e matura per essere applicabile a una gamma di funzioni molto più ampia rispetto al passato, migliorando i costi e l’efficienza della gestione dei prodotti e la qualità della vita della forza lavoro. Piuttosto che sostituire i lavoratori, l’introduzione degli AMR, porta il personale a dedicarsi ad attività più nobilitanti e di maggior valore aggiunto. Anche se l’AMR è un prodotto nuovo per il mercato mondiale, i primi a livello industriale sono usciti nel 2014; attualmente vi sono molti brand che ne realizzano poiché si è dimostrato un prodotto davvero utile per ogni realtà produttiva. Dai dati di Interact Analisys, si evidenzia che l’utilizzo di AMR è in fortissima crescita, infatti nel 2019 nel mondo ne sono stati venduti circa 500mila per un fatturato che si aggira su circa 2,5 miliardi; si prospetta che nel 2026 si raggiungerà il milione di AMR venduti, per un fatturato di circa 30 miliardi. I fattori chiave che guidano la rapida diffusione dei robot mobili autonomi sono la crescente domanda di soluzioni di automazione e il fiorente settore dell’e-commerce. Le principali regioni che stanno spingendo per la crescita di questa tecnologia sono, in ordine di importanza, la Cina, l’Europa e gli Stati Uniti. La statistica delle applicazioni sviluppate nel mondo ci racconta che gli AMR sono principalmente utilizzati per il trasporto di materiale al di sopra della propria figura per circa un 75% delle applicazioni (come pallet, carrelli o strutture fisse). Il restante 25% è diviso da applicazioni per il trasporto di pallet e soluzioni di per il traino e spinta di carrelli.

MiR500 Sfera Technologies

Può spiegarci nel dettaglio la differenza tra una macchina AMR e un “tradizionale” AGV mettendo in evidenza gli aspetti innovativi di un robot mobile MiR?

Se è vero che AGV e AMR servono entrambi per trasportare materiale da un punto a un altro, è anche vero che questa è l’unica similitudine tra loro: infatti, differiscono per tecnologie e logiche di localizzazione. Mentre gli AGV seguono bande magnetiche o specchi riflettenti fisicamente preimpostati per geo-localizzarsi nello spazio, gli AMR sfruttano laser scanner e telecamere 3D che consentono di ricevere informazioni sull’ambiente circostante, riconoscere ostacoli e modificare dinamicamente il proprio percorso. Gli AMR di MiR risultano quindi più flessibili con un impatto meno invasivo nel processo di movimentazione nel sistema logistico, permettendo di cambiare percorso o aggiungere missioni senza interventi infrastrutturali da eseguire; le mappe possono essere caricate attraverso un file esterno DWG o create dinamicamente tramite una missione di apprendimento del layout.
Un AGV ha un’intelligenza di bordo minima e può solo obbedire a semplici istruzioni. Per navigare ha bisogno di essere guidato da cavi, bande magnetiche o sensori, che di solito richiedono estese e costose modifiche nella configurazione dell’impianto, durante le quali può essere necessario fermare la produzione. Può rilevare ostacoli sul suo tracciato, ma non può aggirarli, quindi si ferma semplicemente finché l’ostacolo non è rimosso. Un AMR, al contrario, naviga usando delle mappe che possono essere caricate direttamente sul robot, o che questo costruisce autonomamente in loco. Quando le posizioni dei punti di carico e scarico vengono impostate, il sofisticato software MiR usa i dati forniti da videocamere, sensori e scanner laser montati sul robot per rilevare l’ambiente circostante e scegliere il percorso migliore verso il suo obiettivo. Funziona in modo completamente autonomo e, se muletti, bancali persone o altri ostacoli si trovano sul suo tragitto, l’AMR li aggira in tutta sicurezza, utilizzando il miglior percorso alternativo. Questa autonomia operativa rende gli AMR molto più flessibili degli AGV. Un AMR ha solo bisogno di semplici modifiche software per adattarsi a nuove missioni, in modo che il robot possa eseguire una varietà di compiti in posizioni diverse, compiendo piccoli aggiustamenti per rimanere al passo con le esigenze della produzione in ambienti in cambiamento. La flessibilità degli AMR è fondamentale per il moderno settore manifatturiero, che richiede agilità e flessibilità nel caso in cui ci sia il bisogno di apportare modifiche ai prodotti o alle linee di produzione. Si adattano facilmente ad agili modelli produttivi, in stabilimenti di tutte le dimensioni. Se la linea di produzione subisce modifiche, è sufficiente caricare la nuova mappa nell’AMR o permettergli di crearne una nuova esso stesso, in modo che possa essere impiegato immediatamente per nuovi compiti.

Pensando alla realtà produttiva di molte nostre PMI, quali sono i campi di impiego di un robot MiR? Penso anche all’abbinamento con un braccio collaborativo. Ecco, in questo caso, secondo lei possiamo parlare di robot di servizio?

Direi proprio di sì, un sistema robotico di servizio è in grado di aiutare gli esseri umani a svolgere un certo compito in modo (semi)autonomo, senza essere programmato dall’utente. Gli sviluppatori delle applicazioni non possono fare “assunzioni” su cosa succederà intorno al robot, come avviene invece nei robot industriali. Il robot deve essere autonomo, sicuro e deve durare, e questo implica che questa debba essere in grado di eseguire alcuni compiti complessi, che sono principalmente: mapping, costruire una “mappa” dell’ambiente in cui si trova; localization, determinare la propria posizione all’interno dell’ambiente; path planning, pianificare una traiettoria da seguire per raggiungere un punto specifico della mappa; path following, seguire una traiettoria pianificata nel punto sopra, considerando la possibilità di trovare ostacoli non previsti come persone in movimento o oggetti non presenti in fase di costruzione della mappa. I campi d’impiego di MiR sono molteplici, si può dire che l’unico limite è la fantasia di chi sviluppa il progetto. Questo perché MiR mette a disposizione la possibilità di sviluppare qualsiasi tipo di automazione a bordo del robot. Altra applicazione molto sviluppata nei progetti MiR prevede l’utilizzo di una rulliera motorizzata a bordo MiR in grado di comunicare con rulliere fisse a terra e quindi permettere lo scambio di beni. Una soluzione che a oggi non ha preso molto piede ma prevediamo che nei prossimi anni avrà lo spazio che merita è la possibilità di utilizzare congiuntamente cobot, MiR e sistema di visione, permettendo di ottimizzare non solo le operazioni di trasporto ma anche quelli di picking con un’unica entità.

Le chiedo, infine, se anche per la robotica mobile si parla del connubio con l’intelligenza artificiale?

Oggi i robot mobili utilizzano sensori e software per il controllo e la percezione dell’ambiente circostante; i dati provengono da laser scanner integrati, fotocamere 3D, accelerometri, giroscopi, motor encoder e altro ancora. I robot sono in grado di navigare dinamicamente utilizzando i percorsi più efficienti, hanno consapevolezza ambientale in modo da poter evitare ostacoli o persone sul loro percorso e possono recarsi nella stazione di ricarica automaticamente quando necessario. Senza intelligenza artificiale, tuttavia, reagiscono allo stesso modo a tutti gli ostacoli, rallentando e tentando di navigare intorno alla persona o all’oggetto, se possibile. Le telecamere statiche MiR AI Camera posizionate strategicamente consentono ai robot di prevedere gli ostacoli sui loro percorsi, in modo che siano in grado di riprogrammare in anticipo la missione per una navigazione ottimizzata. Un sistema robotico dotato di intelligenza artificiale è in grado di rilevare le aree ad alto traffico prima che arrivi e può identificare altri veicoli e comportarsi in modo appropriato per ridurre il rischio di collisione. In questo modo, non solo gli AMR migliorano il proprio comportamento con l’IA, ma si adattano anche ai limiti di altri veicoli. I robot mobili continueranno a essere entità collaborative e, con l’intelligenza artificiale, la barriera tecnologica tra loro e gli esseri umani continuerà a ridursi. Man mano che l’intelligenza artificiale avanza, acquisiremo la capacità di interagire con i robot in modo più naturale utilizzando parole o gesti: ciò potrebbe includere alzare una mano per fermare il robot, indicarlo in una direzione preferita o fargli cenno di passare o seguirlo. Gli AMR basati sull’intelligenza artificiale aiuteranno a trasformare i luoghi di lavoro in ambienti organici basati sui dati, in cui i robot condividono dati rilevanti dai propri sensori o da quelli remoti per aiutare le flotte di robot a prendere decisioni.

Deformazione, giugno 2021