movimentazione materiale con amr

Intralogistica: robot mobili per la moda

Per ridurre i costi nelle operazioni di intralogistica, ci sono nuovi strumenti che possono rendere più efficienti i trasporti interni, anche per le realtà del mondo fashion. Stiamo parlando dei MiR e degli AMR proposti da Klain Robotics.

La robotica collaborativa ha come caratteristica principale poter condividere in totale sicurezza lo spazio di lavoro con le persone. Anche gli AMR sono robot collaborativi, perché progettati con caratteristiche tecniche che garantiscono una navigazione sicura intorno a qualsiasi ostacolo che incontrano sul loro percorso. Così funzionano gli AMR di MiR, l’azienda danese che ha sviluppato 6 modelli di robot mobili con capacità di carico da 100 a 1350 kg, di cui Klain Robotics è dealer dal 2017 e al cui interno ha formato un team di tecnici dedicato all’analisi delle applicazioni, all’assistenza, al training e al supporto ai System Partner.

L’investimento fatto dall’azienda Klain Robotics, che di recente si è trasferita in una nuova sede a Brescia, l’ha fatta diventare Excellent Partner MiR nel 2020 e 2021. In queste pagine la voce è dell’ing. Fabio Greco, amministratore unico di Klain Robotics.

La tecnologia mobile

Gli AMR – autonomous mobile robot – sono l’evoluzione dei noti AGV e differiscono per tecnologie e logiche di localizzazione. Mentre gli AGV seguono bande magnetiche o specchi riflettenti fisicamente preimpostati per geolocalizzarsi nello spazio, gli AMR costituiscono soluzioni più evolute perché sfruttano laser scanner e telecamere che consentono di ricevere informazioni sull’ambiente circostante, riconoscere ostacoli e modificare il proprio percorso. Tutto questo, navigando dinamicamente e pianificando i percorsi da intraprendere e reagendo attivamente a persone e ostacoli che si presentano durante il percorso.

«Anche il settore del fashion nomovimentazione materiale n è esente dall’utilizzo di questa tecnologia. Alcune applicazioni sono state implementate nel mondo del tessile, delle pelli, della calzatura, dell’occhialeria e in quello della gioielleria, oltre che, ovviamente, nella General Industry e nell’Automotive. Nel settore calzaturiero i MiR vengono utilizzati, ad esempio, per trasportare componenti necessari all’assemblaggio di un modello di calzatura, dal magazzino alle manovie. In questo caso, i componenti come suole, tacchi e lacci vengono posizionati sopra un carrello a più piani. Il carrello viene agganciato dal robot mobile e trascinato, continuando ad “appoggiare” sulle ruote del carrello stesso verso la manovia di destinazione. Dopo che gli addetti alla manovia hanno prelevato tutti i componenti dal carrello, il MiR lo riporta, vuoto, verso il magazzino per prelevare altri componenti dello stesso modello o modelli diversi per altre manovie».

Sempre in questo settore, viene utilizzato il MiR in un solettificio che lavora per marchi molto noti: il robot effettua il trasporto dei componenti delle macchine di produzione al magazzino spedizioni. In questo caso i prodotti sono contenuti in scatole di cartone che vengono imbarcate su una rulliera motorizzata interfacciata sul robot mobile e successivamente trasportate verso il magazzino prodotti finiti prima della spedizione.

I benefit

«Le potenzialità degli AMR di MiR sono valutabili mediante diversi fattori: primo fra tutti il risparmio di ore di lavoro. Infatti, vengono automatizzati processi a nullo valore aggiunto, andando così a supportare il personale all’interno dello stabilimento e garantendo allo stesso di concentrarsi su attività più nobilitanti e a più alto valore aggiunto. Amazon racconta una storia istruttiva: negli ultimi 5 anni, l’azienda ha implementato 200.000 robot mobili nei suoi magazzini, ma ha visto un aumento simile nelle dimensioni della sua forza lavoro. Un altro fattore è la sicurezza, poiché l’AMR può sostituire i carrelli elevatori, evitando potenziali costi di sicurezza preventiva e relativi agli infortuni sul lavoro; poi c’è la flessibilità perché non necessitano la posa di dispositivi di guida fisici o elettromeccanici; quindi, nel caso in cui vi sia un cambio di layout, il robot deve solamente effettuare la mappatura della zona d’azione»

amr nel mondo del fashion

Inoltre, l’ing. Greco ci ha spiegato che gli AMR sono altamente personalizzabili perché possono montare svariati tipi di top moduli che permettono di assolvere quasi tutti gli spostamenti che ad oggi vengono effettuati nelle realtà produttive, come trasporto di carrelli, pallet e box. Alle potenzialità appena descritte si aggiunge la semplicità di utilizzo dell’interfaccia: essendo robot collaborativi sono dotati di sistemi che facilitano la programmazione e aiutano l’operatore a comunicare al robot la missione desiderata anche direttamente da pc o tablet o qualsiasi dispositivo anche remoto, senza dover agire in modo meccanico.

«La navigazione è autonoma, questo significa che la localizzazione, la visione dell’ambiente, la pianificazione delle traiettorie e l’aggiramento di eventuali ostacoli vengono fatti in autonomia dal robot, grazie alla tecnologia LiDAR-SLAM, il cui intento è quello di estrapolare dalla mappa di un ambiente le traiettorie ideali in termini di energia, tempo e minimo tragitto».

Sicuri e customizzabili

Nel caso in cui un essere umano si ritrovi di fronte al robot, il sistema di laser scanner interpreta l’ostruzione immediatamente, così da consentire al rmovimentazione materiale con amrobot di deviare o di fermarsi completamente per prevenire la collisione. È la caratteristica principale della robotica collaborativa: quella di condividere in totale sicurezza lo spazio di lavoro con le persone. E, da sottolineare: il robot si può integrare in molte e diverse tipologie di realtà industriali.

I robot MiR automatizzano molti aspetti del trasporto interno in ambienti di produzione e magazzino e possono essere facilmente adattati alle esigenze del cliente, perché integrabili con top moduli montati sul robot, come rulliere, sistemi di movimentazione di pallet, scaffalature, nastri trasportatori, sistemi d’aggancio o altre attrezzature che supportano i flussi di lavoro specifici.

Inoltre, grazie alle avanzate logiche di autocharging, i robot sono in grado di gestire la propria autonomia in modo del tutto automatico.

Logistica, giugno 2022

MiR1000 con pallet

Gli AMR di MiR distribuiti da Klain Robotics

Gli AMR sono robot facilmente configurabili, non richiedono stravolgimenti degli impianti in cui sono inseriti e godono di un alto grado di flessibilità e precisione. Klain Robotics è distributore ed Excellent Partner dei mobile robot di MiR, un’azienda danese che propone sul mercato diversi modelli di robot che differiscono tra loro per capacità di carico: MiR100, MiR250, MiR500, MiR600, MiR1000 e MiR1350.

Le tecnologie che caratterizzano i robot mobili di MiR sono scanner laser, telecamere 3D e sensori di prossimità che consentono al robot di scannerizzare l’ambiente circostante a 360°, pianificando i percorsi da intraprendere e reagendo attivamente a persone e ostacoli che si presentano lungo il percorso. Nessun tracciato preimpostato o bande magnetiche: il robot si geolocalizza e si sposta in modo del tutto autonomo.

Gli ultimi modelli della gamma sono il MiR600 e il MiR1350, rispettivamente con 600 e 1350 kg di payload, progettati per svolgere movimentazione di materiali in ambienti industriali, grazie alla certificazione IP52. Sono i primi robot mobili autonomi classificati IP52: i loro componenti sono protetti e possono resistere alla polvere e alle gocce d’acqua. Grazie a queste caratteristiche, i due nuovi modelli possono resistere in ambienti che hanno condizioni particolari e gravose, diventando un nuovo punto di riferimento per una logistica industriale sempre più fluida, sicura e veloce.

MiREuPalletLift

Logistica, aprile 2022

Klain Robotics alla 1000miglia

Si corre!

Dopo quasi 2 anni senza eventi, questo 2022 riserva alla Klain Robotics grandi sorpese. Quest’anno l’azienda ha deciso di partecipare come “Race Friend Sponsor” alla 1000 Miglia per realizzare la grande passione del suo CEO Fabio Greco per questa gara. Infatti, Fabio Greco è nato il 13 maggio 1957, il giorno dopo l’ultima 1000 Miglia di velocità. Quest’anno sarà lui a portare la sua azienda nel vivo della gara, per convogliare le sue maggiori passioni: i robot, le auto d’epoca e la 1000 Miglia.

Scaldiamo i motori: si corre!

Sponsor
Presentazione sponsor Klain Robotics

robotica mobile nei processi manifatturieri

Robotica collaborativa e mobile nei processi manifatturieri

Conosciamo bene il termine “sviluppo tecnologico”: ne siamo protagonisti oramai tutti i giorni. La tecnologia quotidianamente introduce qualcosa di nuovo, e le aziende sanno che maggiore tecnologia impiegata nei propri stabilimenti si tramuta in una maggiore competitività sul mercato in diversi aspetti. Questo sviluppo tecnologico di cui siamo testimoni diretti, crea quotidianamente nuove opportunità e nuovi strumenti che possono rendere più efficienti molte aree aziendali.

Nel nostro caso, siamo stati testimoni di un grande sviluppo tecnologico nelle aree logistiche, grazie all’introduzione nel panorama cinematico dei mobile robot, altrimenti chiamati AMR.

I mobile robot sono robot collaborativi utilizzati in ambito logistico, progettati con caratteristiche tecniche che gli permettono di navigare in tutta sicurezza intorno a qualsiasi ostacolo incontrino nel percorso. Questi AMR sono l’evoluzione dei noti AGV, e ne differiscono per tecnologie e logiche di localizzazione: mentre l’AGV segue bande magnetiche o specchi riflettenti fisicamente preimpostati per geo localizzarsi  nello spazio, gli AMR sono soluzioni più evolute perché vengono guidati da laser scanner e telecamere 3D che consentono di ricevere informazioni sull’ambiente circostante, riconoscere ostacoli e modificare dinamicamente il proprio percorso.

Gli AMR permettono così di automatizzare molti aspetti del trasporto interno, sia in ambienti di produzione che in magazzino, e possono essere facilmente adattati alle esigenze del cliente, perché integrabili con top moduli montati sul robot, come rulliere, sistemi di movimentazione pallet, scaffalature, nastri trasportatori, sistemi d’aggancio.

Considerate le premesse, dunque, è intuibile come i mobile robot siano in grado di aumentare la produttività, e quindi di avere un enorme successo nelle aziende. Contribuiscono alla buona riuscita del lavoro quotidiano, permettendo agli operatori di concentrarsi su attività più nobilitanti; non richiedono tracciati fisici sull’ambiente di lavoro, come dicevamo, perché gli AMR scansionano l’ambiente attraverso laser scanner e telecamere 3D; automatizzano applicazioni rendendole molto più sicure, perché non espongono gli operatori a rischi. E, anche da un punto di vista economico, gli AMR offrono i loro benefici, in quanto il ROI è quasi immediato.

Ecco che le potenzialità iniziano a diventare interessanti, ed è questo il motivo per cui moltissime aziende oggi percepiscono molto bene il potenziale di questi sistemi e decidono di implementarli per automatizzare flussi logistici e di magazzino.

MiR hook 250 magazzino
MiR con relativo sistema di aggancio carrelli

Come ci siamo già detti, gli AMR oggi utilizzano sensori e software per il controllo e la percezione dell’ambiente circostante, sono in grado di navigare dinamicamente utilizzando i percorsi più efficienti, hanno consapevolezza ambientale che gli consente di evitare ostacoli o persone sul loro percorso e possono recarsi alla stazione di ricarica automaticamente quando necessario.

Ciò che in più potrà essere fatto in breve tempo sarà migliorare la pianificazione del percorso e l’interazione ambientale grazie all’intelligenza artificiale (IA). Con l’IA i robot possono reagire in modo efficiente e appropriato a seconda del tipo di ostacolo che incontrano per migliorare la propria navigazione. L’intelligenza artificiale è implementata in algoritmi di apprendimento avanzati nel software del robot e in telecamere remote collegate che possono essere montate in aree ad alto traffico o nei percorsi di carrelli elevatori o altri veicoli automatizzati. Le telecamere sono dotate di computer integrati in grado di elaborare dati resi anonimi ed eseguire sofisticati software di analisi per identificare se gli oggetti nell’area sono esseri umani, ostacoli fissi o altri tipi di dispositivi mobili, come gli AGV. Le telecamere quindi trasmettono queste informazioni al robot, estendendo la comprensione dell’ambiente circostante in modo che possa adattare il suo comportamento in modo appropriato, anche prima che entri in un’area.

I robot mobili continueranno a essere entità collaborative, e con l’IA la barriera tecnologica tra loro e gli esseri umani continuerà a ridursi, aumentando la collaborazione e l’efficienza. Man mano che l’IA avanza, acquisiremo la capacità di interagire con i robot in modo più naturale, utilizzando parole o gesti. Ciò potrebbe includere alzare una mano per fermare il robot, indicarlo in una direzione o fargli cenno di passare o seguirlo.

Se ad ora gli AMR già rappresentano un valore aggiunto, lavorando in collaborazione con le persone per creare ambienti di lavoro altamente competitivi, la prossima evoluzione degli stessi dettata dall’aggiunta di intelligenza artificiale aumenterà proporzionalmente produttività e competitività.

MiR at Novo Nordisk

Nel 2017 abbiamo iniziato la distribuzione dei mobile robot di MiR (acronimo di mobile industrial robot) e dal 2020 ne siamo Excellent Partner. La flotta MiR si compone di modelli più piccoli, rappresentati dal MiR 100 e dal MiR 250 (dove 100 e 250 sono le capacità di carico), e di modelli più grandi, il MiR 600 e il MiR 1350, progettati per la movimentazione di carichi pesanti. Spesso, infatti, questi due ultimi modelli vengono abbinati a top moduli superiori che consentono di sollevare, movimentare e rilasciare in modo totalmente autonomo ogni tipologia di pallet.

Ciò che rende davvero innovativi gli AMR di MiR sono le tecnologie che li rappresentano. Ciò che li differenzia dai normali AGV sono telecamere 3D e sistemi laser in grado di scannerizzare a 360° l’ambiente circostante permettendo al robot di navigare dinamicamente, pianificando i percorsi e reagendo attivamente a persone e ostacoli, deviandoli o fermandosi direttamente durante il percorso. Nel caso in cui un essere umano si ritrovi di fronte al robot, il sistema di laser scanner interpreta l’ostruzione immediatamente, così da consentire al robot di deviare o di fermarsi completamente per prevenire la collisione. È la caratteristica principale della robotica collaborativa: quella di condividere in totale sicurezza lo spazio di lavoro con le persone. Quindi niente bande magnetiche o specchi riflettenti per orientare il robot: quest’ultimo si muove in totale autonomia grazie ai segnali ricevuti da scanner laser, telecamere 3D e sensori di prossimità.

Gli AMR di MiR risultano quindi più flessibili con un impatto meno invasivo nel processo di movimentazione nel sistema logistico, permettendo di cambiare percorso o aggiungere missioni senza interventi infrastrutturali da eseguire; le mappe possono essere caricate attraverso un file esterno DWG o create dinamicamente tramite una missione di apprendimento del layout. Quindi il robot naviga usando delle mappe che possono essere caricate direttamente, o che questo costruisce autonomamente in loco. Quando le posizioni dei punti di carico e scarico vengono impostate, il sofisticato software MiR usa i dati forniti da videocamere, sensori e scanner laser montati sul robot per rilevare l’ambiente circostante e scegliere il percorso migliore in modo totalmente autonomo.

Questa flessibilità è fondamentale per il moderno settore manifatturiero, che richiede agilità e flessibilità nel caso in cui ci sia il bisogno di apportare modifiche ai prodotti o alle linee di produzione.

È, così, evidente che i campi di impiego dei robot MiR sono molteplici. Si può dire che l’unico limite è la fantasia di chi sviluppa il progetto.

Automazione Integrata, marzo 2022

HSR per Canè-Osai

Assemblare siringhe in full automatic

Canè, che produce e commercializza sistemi infusionali e accessori per il trattamento e la cura di molteplici patologie, ha commissionato a Osai – Automation Systems una macchina custom full automatic per l’assemblaggio di siringhe Enfit per la somministrazione, via enterale, di soluzioni per nutrizione o farmaci, aspirazione o lavaggio. Sulla macchina sono stati adottati due robot della serie HRS di Denso e distribuiti in Italia da K.L.A.IN.robotics.

Quando due leader nel proprio settore si incontrano, non possono che nascere splendide storie.

Quella che vi raccontiamo oggi vede come protagonisti due aziende accomunate anche dal territorio nel quale hanno le loro radici, il Piemonte, e più precisamente Torino.

Stiamo parlando dell’azienda Canè S.p.A. di Rivoli, leader nel settore farmaceutico, dedita alla produzione e commercializzazione di sistemi infusionali e accessori per il trattamento e la cura di molteplici patologie.
L’altra è la nota azienda fondata da Carlo Ferrero, la OSAI – Automation Systems S.p.A di Parella, il cui core business è la realizzazione di sistemi di automazione custom, per i processi industriali di innumerevoli settori tra i quali automotive, manifattura elettronica e semiconduttori. Ogni sistema è sviluppato ‘ad hoc’ sulle specifiche esigenze del cliente e tutto è creato attingendo esclusivamente al meglio della tecnologia presente sul mercato.

K.L.A.IN.robotics è un altro tra gli attori di questa storia, ambientata nel mondo del pharma, che ha contribuito con i suoi robot alla realizzazione di una macchina custom full automatic, per l’assemblaggio di siringhe Enfit per la somministrazione, via enterale, di soluzioni per nutrizione o farmaci, aspirazione o lavaggio.

La sfida da affrontare

Il committente, Canè, aveva la necessità di realizzare un’applicazione che permettesse l’ispezione visiva dei 2 sottocomponenti che costituiscono il prodotto finito, il corpo siringa e il pistone, e successivamente dell’assemblato stesso. La sfida è stata brillantemente colta da Osai, che è riuscita ad individuare gli elementi più all’avanguardia che potessero portare alla realizzazione della macchina. Primo fra tutti, il sistema di visione, inteso come telecamere, ottiche e illuminatori, in grado di riconoscere e individuare una pluralità di possibili difetti presenti sui componenti caricati in macchina in rispetto delle tolleranze a disegno.

Osai A.S. S.p.A. dispone di una divisione interna di tecnici specializzati in sistemi di visione artificiali, l’Osai Inspection System, che ha progettato e testato diverse soluzioni sistemiche fino a definire quelle idonee all’applicazione.

In secondo luogo, OSAI ha dedicato particolare attenzione allo sviluppo del software, che permettesse al sistema di distinguere i particolari conformi da quelli non conformi in modo ripetibile e controllato, andando a sostituire l’attuale controllo fatto attraverso l’ispezione visiva a carico di un operatore specializzato.

L’altro elemento indispensabile per la buona riuscita di questa applicazione è stato proprio il robot, la cui scelta, tra tutti i modelli distribuiti da K.L.A.IN.robotics, è andata a beneficio del brand DENSO, distribuito da oltre vent’anni dall’azienda bresciana.

OSAI ha scelto di utilizzare due robot della serie HRS come afferma il Dott. Fabrizio Remo Cavanna, Technical & Sales Automation and Robotics Solution: ‘’La scelta dei robot DENSO è avvenuta con naturalezza in quanto gli SCARA HSR rispondono a tutti i requisiti imperativi del progetto: velocità, precisione, ripetibilità e idoneità per l’installazione in camera bianca’’.

La serie HSR di DENSO può contare su 3 modelli di robot, con sbraccio da 480mm, 550mm e 650mm, l’asse Z da 100mm a 320mm e payload di 8kg. Gli HSR sono inoltre disponibili con protezione standard IP40, Dust&Splash IP65 e Cleanroom ISO5 oppure ISO3.

I plus di questa serie sono molteplici, ma sicuramente i principali sono la garanzia di elevate prestazioni, anche durante lunghi periodi di funzionamento continuo, un design altamente avanzato, che assicura una notevole riduzione delle vibrazioni, e il braccio  che, sottoposto ad uno speciale processo di fabbricazione, garantisce la massima rigidità e forza.

L’applicazione di Osai per Canè vede all’opera due robot HSR-048 con grado di protezione ISO3 e ha sfruttato un’importante funzionalità tra quelle offerte da DENSO, il ‘Dual Arm Control’. Tale funzione consente di controllare due bracci robotizzati attraverso un unico controller che, in termini di costi di installazione e ingombri è certamente un enorme vantaggio. Inoltre la programmazione di un unico controller riduce il tempo necessario per la progettazione e le regolazioni del software.

L’applicazione nel dettaglio

Osai-Cané

Ma entriamo ora nel vivo dell’applicazione: il cuore della macchina è una tavola rotante a 8 postazioni, completamente automatica, che consente il controllo del corpo siringa e del pistone, ed il loro successivo montaggio.

La tavola, progettata per produrre le siringhe Enfit, potrà in futuro adattare la produzione anche su altri prodotti con dimensioni differenti, per rispondere in maniera immediata alle diverse esigenze del cliente.

Il ciclo che intraprende la macchina prevede che il corpo siringa, alimentato attraverso un vibratore, venga prelevato dal robot e posizionato sulla tavola rotante che, appunto ruotando, porta il pezzo nella stazione di soffiatura dove, tramite una campana, la siringa viene soffiata nella parte interna e, contemporaneamente, aspirata nella parte esterna.

Successivamente, un’ulteriore rotazione della tavola accompagnerà la siringa nella stazione di controllo laterale e qui, dopo che il pezzo verrà fatto ruotare di 370°, una prima telecamera ne acquisirà le immagini, per individuarne eventuali difetti.

Un ulteriore controllo del pezzo, nella sua parte superiore e inferiore, svolto nella stazione successiva, permetterà di giungere alla fase di lubrificazione del corpo siringa. Anche il corpo pistone viene debitamente analizzato mediante 4 differenti ispezioni ottiche in ogni sua parte prima di poter giungere alla postazione di lubrificazione.

È a questo punto che, attraverso una slitta elettrica, un ugello che eroga silicone medicale lubrifica all’interno della siringa la zona di scorrimento degli anelli di tenuta del pistone.

Ora i due elementi si possono assemblare, siringa e pistone diventano un corpo solo. Il robot potrà ora prelevare il corpo dalla stazione di assemblaggio e posizionarlo in un ulteriore stazione di controllo dove, ruotando il pezzo di 370°, ne verrà verificato il corretto montaggio. Il pezzo, se avrà superato il controllo qualità, verrà depositato nella cassetta dei pezzi OK o, in caso contrario, nella cassetta dei pezzi KO.

‘’Il risultato finale si può assolutamente definire eccellente’’ dichiara il Dott. Cavanna. ‘’La macchina risponde in pieno alle aspettative del cliente Canè S.p.A., sia in termini prestazioni (rispetto del tempo ciclo e OEE) sia come stabilità, ripetibilità ed esattezza delle selezioni ottiche artificiali degli elementi’’.

In conclusione il Dott. Cavanna aggiunge: ‘’Per noi di Osai, “automazione” significa creare da foglio bianco una macchina in grado di rispondere pienamente alle aspettative di ogni specifico e diverso Cliente. Capire le singole problematiche e trasformarle in soluzioni tecnologiche in un settore esigente come quello medicale è stato per tutti noi una sfida avvincente e di successo. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo essenziale del committente Canè S.p.A, che ci ha dato sempre la massima fiducia, e di un partner affidabile come K.L.A.IN.robotics’’.

Ancora una volta, l’unione fa la forza e la storia di OSAI – CANÈ- K.L.A.IN.robotics, ne è un chiaro esempio.


RMO, marzo 2022

I segreti per far crescere un’azienda

K.L.A.IN.robotics è sul mercato da oltre 20 anni e dalla sua nascita sta crescendo sempre di più, tanto che nel 2021 ha inaugurato la sua nuova sede, più grande. Gli investimenti che permettono questo allargamento hanno a che fare con l’ampliamento del portafoglio prodotti, ma anche con la formazione dei giovani. Ce ne ha parlato Fabio Greco, CEO di K.L.A.IN.robotics.

Questa nuova sede è nata per una ragione: le aziende o le fai crescere o le chiudi – afferma Fabio Greco, CEO e fondatore di K.L.A.IN.robotics – È normale che nel processo di crescita, segua anche un ampliamento degli spazi fisici. La scommessa che faccio è che tra qualche anno anche questa sarà troppo piccola”. Quella di via Sergio Bresciani 7, sempre a Brescia, è, infatti, la quarta sede in più di vent’anni di storia dell’azienda. La precedente, però, non è stata totalmente abbandonata: diventerà un training center con tre aule per i corsi di formazione, e i vecchi laboratori verranno trasformati in magazzino prodotti. “Questa crescita – spiega Fabio Greco – è dovuta non solo a quella del mercato dell’automazione, ma anche a una crescita del nostro portafoglio prodotti”. Nel 1999 K.L.A.IN. robotics è nata per distribuire in Italia i robot marchio Denso, che ancora rappresenta il core business dell’azienda bresciana; negli anni si sono aggiunti altri marchi: HyundaiMiR, OnRobot, Effimat, EyeFeeder e F&P. Oltre all’Italia, negli anni K.L.A.IN.robotics si è avvicinata anche ai mercati della svizzera italiana, dell’Algeria e della Tunisia, dove ci sono forti opportunità di sviluppo. “Credo anche – prosegue Greco – che la nostra crescita sia stata favorita dalla creazione di una sezione educational, nata circa tre anni fa, che ci ha permesso sia di vendere prodotti dedicati sia di far conoscere la nostra realtà”.

L’importanza della formazione 

“La sezione educational – racconta Fabio Greco – è nata perché mi è sempre piaciuto insegnare robotica ai ragazzi delle scuole. Inoltre, oggi è un’esigenza: le aziende hanno bisogno di giovani con determinate competenze, che però la scuola non fornisce più”. I progetti educational sono usciti dai cancelli aziendali: in collaborazione con AIdAM – Associazione Italiana di Automazione Meccatronica e con il patrocinio del MIUR, è nata la Rete Meccatronica M2A, un progetto di network per la collaborazione dinamica tra le imprese del settore meccatronico e le scuole, istituti tecnici e ITS. Il progetto dovrebbe vedere la realizzazione di alcuni laboratori in tutta Italia, in cui i giovani possano essere formati in modo adeguato sul mondo dell’automazione. “Negli ultimi anni, la scuola – afferma Fabio Greco – ha fatto programmare agli studenti dei robot giocattolo; ma sarebbe meglio farli lavorare già su robot industriali veri. Per esempio, K.L.A.IN.robotics propone Cobotta, un piccolo collaborativo prodotto da Denso, pensato proprio per le esercitazioni, che utilizza gli stessi linguaggi dei robot industriali e dei cobot utilizzati nelle aziende, ed è quindi un’ottima palestra. In questo modo, un giovane neo-diplomato può arrivare in azienda con un bagaglio minimo di esperienza, che può agevolarlo molto nelle sue prime esperienze lavorative”. Il progetto Rete Meccatronica M2A ha mostrato che, lavorando insieme e in sinergia, i risultati arrivano: sono già infatti circa un centinaio le scuole che vi hanno aderito in pochi anni. “I ragazzi – conclude Fabio Greco – devono possedere una conoscenza tecnica adeguata, soprattutto in un paese come l’Italia che ha una grandissima vocazione e una forte tradizione manifatturiera. Non possiamo perdere questa cultura, né rischiare di veder fallire questo prezioso comparto. Dobbiamo far conoscere meglio questo mondo, agli studenti, alle persone e soprattutto alle istituzioni”.

Una rete per fare rete

Dopo una fase sperimentale partita nel 2018, la Rete M2A, sostenuto da AIdAM con il patrocinio del MIUR, viene costituita ufficialmente nel settembre del 2019. L’idea è nata da una situazione rilevata piuttosto frequentemente dagli imprenditori del settore, che lamentavano l’esistenza di un gap importante tra le loro esigenze professionali e la preparazione spesso lacunosa dei giovani tecnici. La finalità primaria del programma si è, pertanto, delineata nella costituzione di un network di collaborazione dinamica tra le imprese del settore meccatronico e le scuole, istituti tecnici e ITS in primis, che hanno la missione di formare le risorse umane necessarie alle aziende. Non semplici periti, tuttavia, ma tecnici altamente specializzati, in possesso fin da subito degli strumenti adeguati e delle conoscenze essenziali per risolvere le problematiche di un contesto complesso come quello aziendale. L’intento è quello di condividere e formulare linee di sviluppo, metodologie attive per la promozione della qualità degli insegnamenti e apprendimenti nell’ambito del curriculo degli studenti, attivare percorsi di formazione specifica per i docenti e rappresentare le esigenze degli istituti della rete alle istituzioni e enti di livello nazionale e regionale.

 

Soluzioni di assemblaggio e meccatronica, gennaio 2022

La voce del popolo Klain Robotics

Una storia di impegno, crescita e soddisfazioni

Partito a Castegnato con 3 dipendenti, Fabio Greco dopo 5 anni ha spostato l’azienda a Castelmella e dopo altri 5 a Brescia. Oggi vende circa 350 robot all’anno, macchine il cui prezzo base oscilla tra i 12mila e i 70mila euro. Nell’anno del Covid (il 2020) ha assunto 6 persone e e oggi ne deve assumere ancora un paio. Ogni anno si sobbarca una media di 110mila chilometri in automobile: “praticamente in 22 anni sono andato e tornato 8 volte dalla luna”, dice il Ceo di Klain. Nel periodo universitario Greco, classe 1957, ha seguito corsi di contabilità industriale, su tempi e metodi di produzione per capire da dove nascevano i costi ed è stato questo suo passato a soddisfare quelle prime curiosità che poi si sono concretizzate in quel futuro che oggi, grazie al mondo dei robot, della meccatronica, dei processi di automazione gli consente di imparare ogni giorno processi produttivi nuovi che utilizzano la robotica in tutte le sue forme. Le soddisfazioni non mancano. Per il secondo anno consecutivo Klain Robotics si è aggiudicata in questo 2021 l’ambito riconoscimento di ‘’MIR Excellent Partner’’. A soli tre anni dall’inizio di questa collaborazione con il brand danese, sono tanti i progetti che arricchiscono la competenza di Klain robotics, che può peraltro vantare un ricco network di MiR System Partner certificati a supporto di tutto il mercato nazionale. «Questo ennesimo riconoscimento – afferma Fabio Greco – ci rende orgogliosi e quanto mai convinti che il prodotto MiR sia la soluzione migliore per tutti coloro che intendono davvero incrementare in modo semplice e veloce i propri processi di intralogistica».

Un colpo di fulmine ha cambiato la vita all’ingegnere Fabio Greco. No, non sentimentale: tecnologico. È stato affastinato dall’oggetto robot incontrato per caso (come da romanzo) attorno al 1996/1997 e da quel momento dalla scrivania di responsabile di produzione in varie aziende locali è passato ad un mondo che dopo oltre 20 anni non smette di incuriosirlo e di fargli imparare ogni giorno cose nuove. Non progetta e non costruisce macchine intelligenti ma con la sua Klain Robotics che vende e distribuisce in tutta Italia e in qualche paese estero robot industriali e mobile robot (navette a guida autonoma) di alcune tra le più note aziende mondiali, si è costruito una realtà fatta di 23 persone nella Casa madre di Brescia; di sedi a Cassino, Catania, Ivrea, Algeri (l’obiettivo è essere presenti nel Maghreb); di fatturare nell’ultimo bilancio 9 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare a 10 quest’anno e a 15 quanto prima; di realizzare la nuova sede di 2000 metri quadri inaugurata in agosto in Via Bresciani e costata 2,5 milioni di euro (già ripagata).

Robot

«Mi dicevo sempre: un ingegnere non deve andare a vendere ma l’incontro con i robot mi ha cambiato la vita lavorativa. Soprattutto quello con un manager di una società giapponese, quarto fornitore al mondo nella componentistica auto, che cercava un distributore in Italia. Nel 1999 ho così aperto la mia azienda a Castegnato, con non poche difficoltà, ma ho perseguito quello che avevo in testa e che ritenevo giusto fare per quell’epoca industriale”.

Sviluppo

Oggi l’utilizzo di queste tecnologie si sta diffondendo enormemente. L’intralogistica, per esempio, è un fattore determinante nella gestione quotidiana dell’impresa e il sempre maggiore utilizzo dei mobile robot ne è testimonianza. Il trasporto di un oggetto da una parte all’altra dell’azienda, infatti, non genera valore ma assorbe costi, perché trasportare costa. L’ottimizzazione dei trasporti all’interno dell’azienda con appunto navette a guida autonoma che non hanno bisogno di infrastruttura esterna per muoversi all’interno degli spazi produttivi sta diventando sempre più importante.

Coscienza

Nonostante l’industria abbia sempre più bisogno di automazione per i propri processi produttivi, manca ancora la coscienza imprenditoriale che “non si deve comperare un robot perché anche gli altri l’hanno e per stare sul mercato devi averlo anche tu”. Manca personale formato ma mancano soprattutto giovani che sappiano usare queste tecnologie. “Con Fondazione Clerici, per esempio, è nato un progetto per insegnare ai giovani a gestire la saldatura robotizzata – dice Greco – perché un’azienda vuole comperare un’isola robotizzata ma non ha chi la sa usare”. In sostanza, al giorno d’oggi, o automatizzi o le fabbriche vanno a produrre dove la manodopera costa la metà della metà.

Una realtà che affianca alla produzione anche la formazione

L’azienda di Greco ha aperto anche una sezione “Educational” per inserire la robotica nel mondo della scuola

La robotica spazia in tutti i campi. «Visto che ho sempre sognato di insegnarla ai ragazzi, oggi la sua carenza di insegnamento è una drammatica realtà. Non ci sono giovani da inserire nelle aziende del nostro comparto, mancano in tutta Italia, e allora in Klain ho aperto una sezione Educational, gestita da una mia collaboratrice, che gira l’Italia per inserire la robotica nelle scuole”. Nel campo della formazione Klain ha pure fatto un accordo col Ministero dell’Istruzione, università e ricerca (Miur) per inserire la meccatronica inerente all’automazione industriale almeno negli ultimi 2 anni degli Istituti tecnici. Greco con altre 9 aziende ha fondato l’Associazione Italiana di automazione meccatronica di cui è vice presidente, sempre col Miur e coinvolgendo Aidam ha inoltre fatto nascere M2A, rete di 100 istituti tecnici italiani che collaborano e si parlano tra di loro. Con Klain Robotics Educational “viene fatta formazione ai professori e cerchiamo di supportare il mondo della scuola perché l’obiettivo tassativo è quello di insegnare e dare ai ragazzi una competenza spendibile da subito nel mondo del lavoro, appena escono dagli istituti tecnici. I giovani devono imparare ad utilizzare già a scuole le stesse tecnologie che trovano nella fabbrica”. Nell’ambito del progetto Educational, l’azienda in via Bresciani ha pubblicato per Hoepli due testi, uno proprio sui robot di automazione, l’altro in collaborazione con Aidam sull’applicazione della meccatronica nell’automazione, un libro che non esisteva.

«Il mondo della robotica non è solo degli ingegneri – conclude Greco – è anche dei bravi periti e c’è una fame enorme di giovani da inserire, con stipendi che possono anche raggiungere i 2000/2500 euro. L’Italia è paese manifatturiero, il sud ha voglia di crescere». Il suggerimento di Klain Robotics è che forse è il momento di pensare meno ai licei e più agli istituti tecnici.

La voce del popolo, dicembre 2021

Nuova sede e crescita per Klain Robotics

Con l’apertura di una seconda sede a Brescia, nell’agosto scorso, uno spazio ampio e moderno che ospita tutti gli uffici e nuove sale demo e metting per i clienti, Klain Robotics supporta la crescita di fatturato e di mercato che sta vivendo. Resta attiva la vecchia sede dedicata alle attività di logistica dei prodotti e al training center su tutte le tecnologie rappresentate. Ne parliamo con Fabio Greco, CEO dell’azienda.

L’inaugurazione, e il trasferimento, nell’agosto scorso della nuova sede da 1500 metri quadrati di superficie alle porte di Brescia è la testimonianza della crescita che Klain Robotics sta vivendo. Fondata del 1999, anche l’anno scorso l’azienda non si è fermata e ha avviato nuovi progetti a supporto dell’emergenza sanitaria ed è tornata già a pochi mesi dalla chiusura del 2021 ad un livello di fatturato superiore al 2019. La crescita del mercato, unita al riconosciuto approccio improntato allo scouting continuo e alla promozione di tecnologie innovative, sono alla base del successo di Klain Robotics, che ha scelto di realizzare una nuova struttura che le consenta di operare in spazi più grandi, luminosi e funzionali e, in prospettiva, possa assecondare le necessità di espansione nei prossimi tre anni. La nuova, moderna e spaziosa sede di via Sergio Bresciani, rinominata Klain Robotics 2, va ad affacciarsi alla vecchia sede di via Cacciamali, denominata adesso come Klain Robotics 1 e che sarà destinata ad ospitare le attività di storage e logistica dei robot e il Training Center, per sviluppare molteplici percorsi formativi su tutte le tecnologie di robot che l’azienda rappresenta sul mercato italiano e non solo.

Razionalizzazione degli spazi

Le attività in Klain Robotics 2 sono diventate operative dall’agosto scorso, con il trasferimento nella nuova sede di tutti gli uffici: commerciali, marketing, amministrazione e finanza. Un’intera palazzina è destinata solo al personale tecnico. “Condivido in pieno le parole di un famosissimo imprenditore che diceva: “le aziende o si fanno crescere o si chiudono”. Il nostro obiettivo è far crescere l’azienda sia sviluppando il mercato dei prodotti che già abbiamo sia introducendo nuove tecnologie che siano complementari al business aziendale – racconta Fabio Greco, fondatore e CEO di Klain Robotics. Nella vecchia sede non avevamo più spazio per poter gestire il volume di attività che seguiamo oggi. Da qui la decisione di investire in una nuova struttura, dove oltre raccogliere tutti gli uffici abbiamo creato anche una nuova sala demo e meeting. Klain Robotics 2 sarà dedicata a mostrare le nostre tecnologie ai clienti, anche grazie a celle dimostrative che allestiremo sia con applicazioni di robot Denso sia Hyundai e MiR, che richiedevano spazi più ampi per essere realizzate”. La nuova sede si trova in una posizione strategica, a tre minuti dall’uscita di Brescia Centro dell’autostrada A4, facilmente raggiungibile dai clienti. La necessità impellente di disporre di nuovi e più grandi spazi ha portato alla decisione di entrare nella nuova struttura già da agosto scorso, con il progetto di completare alcuni lavori nel prossimo anno, tra cui l’installazione di pannelli fotovoltaici, l’inserimento di un ascensore nella palazzina dei tecnici, l’arredo della terrazza per gli aperitivi o incontri informali con i clienti e la piantumazione di alberi. Al contempo si è deciso di mantenere la vecchia sede, razionalizzando le attività. “In questo modo saremo in grado di organizzare corsi di formazione in contemporanea su più tecnologie, consentendoci di rispondere alla crescente domanda di training sui robot da parte di un numero sempre più numeroso di clienti”.

GAMMA DENSO

 

Ampio portafoglio di soluzioni 

Oggi il portafoglio di soluzioni disponibili in Klain Robotics include i robot Denso, che l’azienda ha fatto conoscere al mercato italiano nel ‘99, i robot Hyundai, introdotti nel 2010, i componenti di meccatronica Eyefeeder, distribuiti dal 2007, e i robot mobili autonomi MiR, entrati a completare l’offerta nel 2018. “Prima dello scoppio del Covid-19 avevamo pensato di presentare un nuovo prodotto, Effimat, un innovativo magazzino che consente un elevato numero di picking/ora grazie a uno speciale brevetto sul box-mover. La tecnologia è nata nel polo della meccatronica di Odense, lo stesso da cui provengono anche gli AMR di MiR. Avevamo esposto la tecnologia già alla fiera Mecspe 2019, poi con la pandemia non si è potuto fare più nulla, e ora stiamo ripartendo a proporre il nuovo prodotto”. Anche altri progetti erano sul tavolo di Klain Robotics prima dell’emergenza sanitaria, sul fronte dell’espansione dei mercati presidiati. L’azienda serve, infatti, tutto il mercato italiano, lavorando con numerosi system integrator che poi di fatto portano le applicazioni delle tecnologie offerte in tutto il mondo. “Oltre all’Italia, dove abbiamo peraltro un ufficio a Cassino, Catania ed Ivrea, ci occupiamo anche della Svizzera italiana e dal 2012 abbiamo un ufficio in Serbia, a Belgrado, mentre tramite una nostra persona ad Algeri, un ottimo ingegnere, seguiamo già il mercato del Maghreb. Prima degli eventi legati al Covid-19 la nostra idea era di aprire in Tunisia una sede insieme ad altre due o tre aziende AIdAM, che sono interessate a condividere uno spazio per proporre prodotti e tecnologie e fare integrazione con i nostri prodotti in quell’area. Il progetto, rimasto in stand-by, è ancora sul tavolo e vorremmo riprenderlo, per dare seguito al lavoro già fatto negli anni passati”.

Lo stato di emergenza sanitaria ha però anche stimolato la volontà di Fabio Greco di portare al mercato soluzioni che potessero risolvere meglio le problematiche che aziende e strutture pubbliche si sono trovate a fronteggiare. A maggio 2020 è stata, infatti, aperta a Siena la newco Raybotics per la commercializzazione di Pro Health System, soluzione robotizzata per la sanificazione di ambienti mediante ozono e raggi UV-C. Il sistema offre grande efficienza ed economia in alternativa all’impiego di igienizzanti chimici erogati con le classiche lance, ed è stato prontamente adottato in alcuni aeroporti, dalla Marina Militare, scuole e in alcuni comuni della Val d’Aosta. L’azienda ha già iniziato a progettare altri prodotti, tra cui degli assi cartesiani implementati nelle presse di stampaggio elettriche di un costruttore leader in Europa e degli impilatori per vaschette in alluminio impiegate nel settore alimentare, già venduti a un’azienda in Arabia Saudita.

MiR Excellent Partner

Crescita ininterrotta fin dalla nascita

Dall’anno della sua nascita, Klain Robotics ha avuto una curva di crescita ininterrotta, unica eccezione la parentesi del 2020 che è però già stata recuperata con le attività del 2021. Un risultato ottenuto sia grazie alla continua ricerca di prodotti che potessero portare innovazione e vantaggi al mercato sia alla serietà di un approccio su cui Greco ha improntato tutta l’azienda: “Da quando è nata Klain Robotics, ho sempre operato in un mercato caratterizzato da crisi e difficoltà cicliche: le torri gemelle prima, i subprime americani poi e adesso la pandemia. Malgrado questo abbiamo continuato a crescere, confrontandoci con un mercato sempre più complesso, facendoci più forti nelle difficoltà e trovando sempre nuove soluzioni. Potrei dire che, in un certo senso, sono vaccinato. Inoltre, abbiamo sempre pensato che la tipologia di prodotti che proponiamo necessiti di un supporto, non solo come formazione che consenta alle aziende di sfruttarne al massimo le potenzialità, ma anche nel senso di servizi pre e post vendita. Per cui ci siamo da subito strutturati per poter offrire consulenza nella scelta delle tecnologie più adatte alle esigenze applicative dei clienti, o ancora la simulazione dei tempi ciclo e il service post-vendita”.

Klain Robotics oggi impiega 24 persone in totale, di cui un team di 10 tecnici di cui uno nella sede di Cassino, aperta nel 2019 per seguire più da vicino i clienti del centro sud. Cinque di questi tecnici sono dedicati espressamente ai robot MiR. Numeri che ben dimostrano come l’azienda si impegni a determinare il successo delle tecnologie che propone sul mercato. Tra i settori serviti certamente figura l’Automotive, storico grande consumatore di robot e automazione industriale, ma che in ragione delle ripetute crisi che attraversa inizia a essere sentito non più così strategico come un tempo. Altri settori oggi fondamentali sono il packaging e la General Industry: “Il settore delle macchine per imballaggio in Italia è in particolare un esempio virtuoso e unico di quello spirito di aggregazione tra aziende, tipico dei tedeschi, che se fosse diffuso anche tra le nostre aziende porterebbe l’Italia a primeggiare in tutti gli ambiti”. Vocazione all’aggregazione che proprio Greco ha da sempre sostenuto attivamente già dal 1999 con la creazione di AIdAM e le relative attività.

Soluzioni per l’Educational

Accanto alla vocazione industrial, quattro anni fa è nata una seconda divisione: Klain Robotics Educational, contraddistinta dal colore giallo, che si occupa di tutte le attività legate al mondo scolastico. “Riteniamo giusto e necessario insegnare ai giovani nelle scuole tecniche secondarie l’utilizzo delle tecnologie che troveranno poi nelle aziende – indica Fabio Greco. La mission di Klain Robotics Educational è fornire un contributo per colmare la mancanza di giovani in possesso delle competenze necessarie, una carenza che in Italia è cronica e affligge tutta la filiera dell’automazione, dai distributori di componenti ai nostri integratori, e fino agli end-user”. Klain Robotics Educational offre tutte le tecnologie proposte dalla divisione industrial, proponendole a istituti tecnici superiori, scuole e università, in Italia ma anche all’estero come è il caso dell’unità MiR venduta lo scorso agosto a un istituto in Svizzera e dei quattro robot appena acquistati dall’Università di Algeri. L’azienda ha una risorsa dedicata che visita il mondo dell’Educational per vendere i prodotti, ma la proposta per il mondo scolastico include anche la formazione dei docenti. “Quattro anni fa sono stato al Miur per parlare delle opportunità di portare nelle scuole l’insegnamento della meccatronica applicata all’automazione industriale. Con il Miur è poi nato il progetto di un libro dell’automazione, che ha coinvolto Hoepli, e abbiamo inoltre creato la rete M2A che oggi è formata da oltre 100 scuole, istituti e aziende nel settore della meccatronica che collaborano tra loro. Sul tema formazione nelle scuole, oltre a quella dei docenti, la mia idea è che serva creare anche delle figure di tutor, ovvero ex-studenti formati sulle varie tecnologie o sulla programmazione dei robot che possano insegnare ad altri studenti, anche una volta intrapreso il loro percorso universitario. Questo perché spesso i docenti restano solo qualche anno nelle scuole, sovente soggetti a trasferimenti in altri istituti”. Il progetto relativo ai tutor è stato già avviato in un paio di scuole, mentre in altre come l’ITIS di Tramutola in provincia di Potenza alcuni studenti hanno impiegato i robot forniti da Klain Robotics per sostenere il loro esame di stato.

 

RMO, dicembre 2021

GAMMA DENSO

Dai robot compatti ai robot di grosso taglio

Amplissima la gamma del marchio Denso, storicamente distribuito in Italia da Klain Robotics.

Klain Robotics nasce a Brescia nel 1999, come distributore di robot per il mondo della Factory Automation e componenti di meccatronica sul mercato italiano e della Svizzera italiana. La sua attività si articola principalmente sul fronte della distribuzione di componenti per l’automazione e sul fronte dell’active service, atto a supportare i clienti o potenziali clienti attraverso simulazioni per la verifica dei tempi ciclo o per l’individuazione del robot più indicato da utilizzare, atto a formare, attraverso corsi di formazione base e avanzati, sulla programmazione dei robot, e ad offrire un customer care a 360° per interventi di manutenzione, riparazione e vendita di pezzi di ricambio originali.

Il brand “storico” distribuito da Klain Robotics fin dai suoi esordi è Denso, multinazionale giapponese appartenente al gruppo Toyota, che a partire dagli anni ’60 ha creato al suo interno una divisione robotica per soddisfare la propria produzione di componenti automobilistici. Il marchio presenta robot SCARA a 4 assi e robot antropomorfi a 5 e 6 assi, per carichi utili fino a 40 kg, caratterizzati da alte velocità per diverse tipologie di configurazione. Standard, a prova di polvere e umidità, ISO 5, risultano altamente versatili per essere implementati in molte applicazioni diverse. Per essere ancora più di supporto al mercato, Denso ha introdotto una versione a basso costo per soddisfare la sempre più elevata richiesta di robot per applicazioni semplici. È la serie LPH, soluzione ideale per chiunque sia alla ricerca di un robot compatto e affidabile che richiede un investimento ridotto. L’LPH è un robot a 4 assi, progettato per gestire un carico utile fino a 3 kg con sbraccio di 400 mm e asse Z da 150 mm. Oltre al prezzo, la serie offre altri vantaggi competitivi che includono un momento di inerzia che favorisce l’implementazione di un’ampia varietà di pinze, nonché il controller RC8A dotato di numerose funzionalità flessibili e con programmazione user-friendly.

Scara LPH Denso
Scara LPH Denso

Come tutti i robot Denso, la programmazione può essere eseguita con Wincaps III e con PLC o Open Network Orin2. Il controller RC8A consente infine di gestire facilmente più device periferici, riducendo i costi complessivi dell’applicazione e i tempi di messa in servizio. Denso ha già anticipato che in un prossimo futuro altri modelli entreranno a far parte della serie LPH, con payload, sbraccio e asse Z di valore superiore. Accanto alla serie LPH, Denso Robotics ha da poco introdotto sul mercato altre due nuove serie, che introducono il marchio nella robotica di grosso taglio: la serie VM e la serie VL.

 

 

 

 

Questi nuovi robot sono caratterizzati da payload e sbracci decisamente più importanti: i VM riusciranno ora a gestire carichi fino a 25 kg con uno sbraccio di 1500 mm l’uno e 1800 mm l’altro, mentre i VL gestiranno carichi fino a 40 kg con una portata massima del braccio di oltre 2500 mm.

serie VMB Denso
serie VM Denso
Serie VL Denso
Serie VL Denso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima applicazione in Europa con il nuovo VM è stata da poco realizzata da un cliente di Klain Robotics. Con queste nuove cinematiche, Denso amplia la propria linea di robot mettendo a disposizione una gamma completa per qualsiasi esigenza applicativa.

 

Sole24Ore, settembre 2021

Global path vs. Local Path

Per arrivare a destinazione, gli AMR di MiR intraprendono il percorso migliore sulla base di una logica costi. Questo percorso viene normalmente denominato “GLOBAL PATH”. Per calcolare il global path, vengono presi come riferimento esclusivamente gli ostacoli fissi, che vengono evitati a priori, in quanto parte della mappa iniziale.

global path
Il global path è il tracciato blu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se però, durante il percorso, l’AMR risconta la presenza di un altro ostacolo che non era previsto nella mappatura registrata, è in grado di ricalcolare il percorso adattando la posizione corrente del robot agli ostacoli intorno ad esso. In questo caso si parla di “LOCAL PATH”, un percorso ricalcolato continuamente mentre il robot è in movimento, tenendo sempre come riferimento le indicazioni del global path.

local path
Il tracciato blu rappresenta il Global Path, ed è sempre visibile sulla mappa. Il Local Path è indicato tramite la freccia blu, che rappresenta il ricalcolo per raggirare l’ostacolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terminato il processo di ricalcolo del percorso (LOCAL PATH), il MiR riprende l’esecuzione del global path calcolato all’avvio della missione.