Tecnologia italiana contro il COVID-19

In un momento storico eccezionale in cui siamo profondamente preoccupati dai livelli allarmanti di diffusione e gravità e di inazione che caratterizzano il COVID-19 come una pandemia, K.L.A.IN. Robotics ha ricercato in Autognity l’alleanza strategico-operativa per concepire sistemi volti al contenimento del rischio biologico partendo dai principi di infettività, patogenicità e trasmissibilità per contrastare microorganismi dotati di particolare virulenza attraverso dispositivi efficaci che possano neutralizzare agenti biologici, riducendone le modalità trasmissive.

Le due aziende si stanno occupando di prevenzione della contaminazione e aumento della sicurezza tramite il controllo delle trasmissioni incrociate, mediante il trattamento delle superfici e dell’aria all’interno degli ambienti. Il sistema, denominato PHS, combina l’effetto dell’irraggiamento ultravioletto a quello della diffusione dell’ozono.

Nel sistema proposto, dispositivi UV a bassa pressione, con funzione “germicida”, sfruttano luce UV-C per ottenere la rapida sterilizzazione di batteri, muffe, funghi, virus e microrganismi sia in aria che in acqua. Infatti, in questa tipologia di dispositivi, circa il 40% di energia elettrica è convertito direttamente in radiazioni UV-C con emissione monocromatica a 254 nm per l’azione germicida e a 185 nm per favorire processi di ossidazione delle superfici. Il sistema include inoltre generatori di ozono che impiegano componenti UV a bassa pressione ai vapori di mercurio.

L’ozono è un forte agente ossidante che, reagendo con una moltitudine di composti organici, disinfetta aria ed acqua; inoltre, è anche un deodorante altamente efficiente in grado di sterilizzare completamente ambienti e superfici da muffe e batteri presenti nell’aria. Vetro di quarzo sintetico consente di ottenere una maggiore efficienza di trasmissione UV a 185 nm. A valle del processo di disinfezione, un sistema addizionale provvederà a rimuovere l’ozono residuo presente nell’ambiente riportandolo ai livelli naturali.

Peraltro, la American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers (ASHRAE) raccomanda l’irradiazione germicida ultravioletta come strategia per affrontare la trasmissione della malattia COVID-19 (ASHRAE 2020).

Il sistema PHS si declina in tre modelli

PHS-M è la più recente tecnologia di disinfezione di superfici integra caratteristiche di design uniche che riducono le zone d’ombra e si combina con l’ozono. Alloggiata su un veicolo a guida autonoma MiR è adatta alla disinfezione di ogni spazio operativo.

PHS-S è un sistema di disinfezione ad alto rendimento che utilizza l’esclusiva tecnologia di mappatura ambientale per fornire una dose germicida rapida ed efficace di irraggiamento UV-C, uccidendo germi e agenti patogeni quando e dove è richiesto. È intelligente e rimuove completamente l’inefficacia della pulizia regolare.

PHS-P è il sistema di taglia più contenuta della gamma che, grazie alle sue dimensioni, è ideale per la sanificazione di spazi ristretti, difficilmente accessibili o teatri operativi che necessitano di disinfezione prima dell’ingresso di operatori specializzati.

PHS è ideale per la disinfezione di ospedali, cliniche e uffici, ambulanze, centri benessere, palestre, cliniche veterinarie, case di cura, strutture di assistenza assistita, strutture di assistenza acuta a lungo degenza, strutture di assistenza all’infanzia, camere d’albergo, toilette pubbliche, Università, centri di detenzione, rifugi per senzatetto, magazzini, impianti di produzione, cucine di ristoranti, aree di preparazione e lavorazione degli alimenti, caserme militari, navi da crociera, stazioni ferroviarie, aeroporti, metropolitane, taxi e autobus per il trasporto pubblico, laboratori di analisi, centri di stoccaggio rifiuti e molto altro. Con PHS, la ricerca continua ed apre nuovi scenari per tecnologie human centered.

Crediamo che la salute degli altri sia anche la nostra. Scoprire come le nuove frontiere della disinfezione cambieranno le nostre vite è possibile visitando il sito www.phs-uv.com.

 

“Il Sole 24 Ore”, 7 aprile 2020

 

Tecnologia italiana contro il COVID-19

Tecnologia italiana contro il COVID-19

Tecnologia italiana contro il COVID-19

La tecnologia PHS che combatte il Coronavirus

Un’alleanza strategico-operativa ha dato vita a un sistema volto al contenimento del rischio biologico: quella tra K.L.A.IN. Robotics e Autognity, due aziende che si sono poste l’obiettivo di contrastare i microorganismi dotati di particolare virulenza. Tutto ciò viene fatto attraverso dispositivi PHS efficaci che possano neutralizzare gli agenti biologici, riducendone le modalità trasmissive. Si tratta di un lavoro che previene la contaminazione e al tempo stesso aumenta la sicurezza, tramite il controllo delle trasmissioni incrociate e mediante il trattamento delle superfici e dell’aria all’interno degli ambienti.

LE CARATTERISTICHE del phs

In un momento storico in cui purtroppo la pandemia di Covid-19 è diventata la protagonista delle vite degli esseri umani in tutto il mondo, tecniche di sanificazione all’avanguardia possono risultare decisive per la prevenzione e il contenimento del virus. La risposta di K.L.A.IN e Autognity è nel sistema denominato PHS, che combina l’effetto dell’irraggiamento ultravioletto a quello della diffusione dell’ozono. PHS sta per Pro Health System: questa tecnologia utilizza raggi UV-C e ozono, generati da una lampada a scarica in vapore di mercurio a bassa pressione in grado di emettere radiazioni elettromagnetiche a corta lunghezza d’onda (UV-C), da 100 nm a 280 nm. Queste radiazioni possiedono un marcato effetto germicida: l’azione combinata dei raggi UV-C e dell’ozono, penetrando nelle pareti cellulari di batteri, virus e spore batteriche, danneggia il loro apparato riproduttivo, impedendone la proliferazione. L’ozono è infatti un forte agente ossidante in grado di disinfettare aria e acqua, ma anche di sterilizzare completamente ambienti e superfici da muffe e batteri presenti. La luce UV fornisce invece una rapida ed efficace inattivazione dei microrganismi, inibendone le capacità di proliferazione e infezione.

PHS PHS

PHS

Si tratta inoltre di un sistema che non impatta sull’ambiente, perché non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche. Questa nuova tecnologia lavora completamente in autonomia e riduce le infezioni contratte in presidi ospedalieri sino al 34,2% attraverso cicli di disinfezione dai cinque ai 20 minuti. E senza trascurare la sicurezza: grazie a sensori infrarossi, videocamere e un sistema di people recognition, tutto si arresta automaticamente in presenza di persone prossime all’area in fase di trattamento. La gestione del sistema PHS si avvale anche di un interfaccia semplice e intuitiva mediante tablet e app, che consentono il monitoraggio da parte di un operatore abilitato.

DOVE SI APPLICANO

Anche la American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers (ASHRAE) raccomanda l’irradiazione germicida ultravioletta come strategia per affrontare la trasmissione del Covid-19. Motivo per il quale l’applicazione di questo sistema si presta a molteplici tipologie di ambienti: esso infatti può essere utilizzato all’interno di strutture ospedaliere, per evitare la trasmissione di pericolosi batteri o virus, nonché nelle industrie alimentari e farmaceutiche, per disinfettare le zone di produzione e confezionamento di prodotti. Si tratta di una soluzione ideale anche per le mense, le aree ludiche e ricettive comuni, imprese di pulizie, istituti scolastici, metropolitane, aeroporti, vagoni ferroviari, ambulanze e ogni spazio che preveda uso promiscuo di un area. Insomma, tutti quegli ambienti densamente popolati, dove il virus circola maggiormente.

CON IL PRO HEALTH SYSTEM LA SANIFICAZIONE È A RAGGI UV

PHS

Il PHS-M è la più recente tecnologia di sanificazione degli ambienti a raggi UV-C a onda costante, progettata appositamente per tutte le aree ospedaliere e ambienti sanitari. Incorpora caratteristiche di design uniche massimizzando l’irraggiamento dell’energia dei raggi UV-C e sfruttando l’azione combinata dell’ozono. La piattaforma robotica è caratterizzata da un sistema di guida autonomo, che rende il sistema perfetto per la disinfezione di ogni spazio operativo.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE

Il PHS-M ha un’altezza di 1.650 millimetri e una larghezza di 580 millimetri, mentre la lunghezza è di 890 millimetri; il suo peso totale è di 175 chilogrammi. Per quanto riguarda la batteria, la durata media è di otto ore (di lavoro continuativo); i tempi di ricarica si attestano invece in circa tre ore. Le dimensioni del bulbo tubolare sono di 15 millimetri di diametro e 843 di lunghezza, con una potenza di 41 W ciascuno.

LE ALTERNATIVE

Oltre al PHS-M, la collaborazione tra le due aziende K.L.A.IN. Robotics e Autognity ha portato alla progettazione e alla realizzazione di altri due robot moderni e all’avanguardia, che sfruttano la stessa tecnologia: il PHS-S e il PHS-P. Il primo si fonda sulla mappatura ambientale per fornire una dose germicida rapida ed efficace di energia UV-C a onda continua uccidendo germi e agenti patogeni quando e dove è richiesto. È intelligente e molto più efficiente rispetto ai metodi tradizionali di pulizia. Il secondo invece è il più piccolo e potente sistema di disinfezione a raggi UV-C per ambienti presente in commercio. Per le sue dimensioni è ideale per la sanificazione di spazi ristretti quali ambulanze e teatri operativi critici, che necessitano specialmente di bonifica preliminare antecedente l’ingresso di operatori specializzati nell’area di intervento.

UNA SOLUZIONE ALL’AVANGUARDIA

MIR

Sono essenzialmente tre le tecnologie usate nel Pro Health System, a partire dal MiR, un robot mobile sicuro ed economico che automatizza rapidamente il trasporto e la logistica interna. Il robot ottimizza i flussi di lavoro, limitando la presenza di personale e aumentando la produttività, riducendo inoltre i costi di gestione. Il robot si muove in sicurezza tra persone evitando ostacoli, attraverso porte e ascensori , con l’ausilio di sensori e telecamere integrati. Grazie a uno smartphone, un tablet o un computer connesso alla rete è possibile rendere ancora più efficiente questo accessorio. L’altro strumento è la batteria agli ioni di litio, che funge da accumulatore eco-compatibile a ridotta manutenzione, vantaggio che la maggior parte di altri dispositivi non può rivendicare. È inoltre leggera e compatta, con un’alta densità di energia utilizzata per una grande varietà di prodotti. Ci sono infine le lampade UV-C a ozono, con le quali è assicurata una rapida sterilizzazione di aria e acqua. Circa il 40% dell’elettricità viene convertita direttamente in radiazione UV-C con emissione monocromatica a 254 nm per applicazioni germicide. L’ozono risulta essere uno degli agenti disinfettanti con la massima azione ossidante disponibile: reagisce a una moltitudine di composti organici ed è in grado di disinfettare sia l’aria che l’acqua.

 

“La Repubblica”, 6 Aprile 2020

Ford Spagna, Robot MiR per ottimizzare l’intralogistica

Nello stabilimento Ford a Valencia, che si estende su una superficie di 300.000 m², vengono prodotti giornalmente 2.000 veicoli. Questa enorme azienda è riuscita ad ottimizzare la propria logistica interna grazie a tre robot MiR (Mobile Industrial Robots).
Pepe Pérez, Corporate Communications Manager di Ford Spagna,  ci ha raccontato l’implementazione e l’impatto dell’utilizzo dei robot mobili collaborativi per la distribuzione di materiali industriali.

I robot MiR effettuano consegne puntuali per mantenere costante la produzione

La produzione nell’impianto Ford è altamente automatizzata grazie all’impiego di diversi robot industriali come elementi chiave. Per mantenere costante la produzione di Ford è necessario rifornire le diverse stazioni robotizzate di componenti e attrezzature industriali per la saldatura. Tuttavia, prima dell’implementazione dei robot MiR, questo processo veniva gestito manualmente e rappresentava un compito ripetitivo e dispendioso per i dipendenti Ford. Pertanto, Ford ha acquistato il primo robot autonomo collaborativo MiR100, che consegna puntualmente i pezzi di ricambio all’impianto di produzione. Quest’ultimo è stato ribattezzato “Survival“, dato che è sopravvissuto in un ambiente molto ostile.  Il robot mobile è stato programmato per imparare l’intera mappa dell’impianto e grazie anche ai sensori di cui è dotato, evita ostacoli imprevisti ed è in grado di modificare il proprio percorso o fermarsi quando necessario, lavorando in sicurezza al fianco del personale.

L’azienda ha introdotto nell’impianto di Valencia altri due robot MiR poco dopo il primo.

Gli ambienti complessi necessitano di una navigazione autonoma

Uno dei motivi principali che ha portato alla scelta del robot MiR è stata la loro flessibilità, resa possibile grazie al sistema di navigazione autonomo. Questi robot non necessitano di elementi esterni, come segnali luminosi, magneti o guide a pavimento. Semplicemente, mappano l’area dell’impianto dove devono operare ed iniziano a lavorare. Secondo i dipendenti Ford, un altro fattore importante è stato la facilità d’uso. Il robot è configurato in modo che possa essere utilizzato da chiunque, anche per chi non ha familiarità con il mondo dei robot mobili collaborativi.

Al fine di adattare i Mobile Industrial Robots alle esigenze dello stabilimento, Ford ha deciso di dotarli di un sistema di scaffalature automatiche per accogliere materiali di diverso peso e dimensioni. Per evitare errori, l’apertura e la chiusura di queste slot è automatizzata, il che significa che gli operatori in ogni area hanno accesso solo ai materiali loro assegnati.

Questi robot MiR sono i primi robot mobili autonomi e collaborativi a essere utilizzati in un impianto di produzione Ford in Europa. A questo proposito, I risultati soddisfacenti di questi tre robot nella distribuzione della componentistica hanno permesso di aprire nuovi campi di applicazione all’interno dell’impianto, migliorando ogni aspetto dell’intra-logistica.

 

Estratto da ‘Logistica Management” del 27 Dicembre 2019

Robot MiR "survival" in Ford
Robot MiR “survival” in Ford

Stera Technologies investe su soluzioni industriali hi-tech con MiR500

la filosofia di Stera Technologies: Robot mobili, fabbriche intelligenti e logistica flessibile

Sempre più aziende stanno mostrando grande interesse nell’implementazione di robot mobili all’interno delle proprie strutture. Un esempio di successo è Stera Technologies, produttore nordeuropeo a contratto di meccanica ed elettronica. Negli ultimi anni ha deciso di condurre un processo di automazione dei propri stabilimenti per aumentare la produttività e rimanere competitiva sul mercato. Il progetto ha portato il numero di robot impegnati nella produzione industriale da 13 a 26 unità.

Questa implementazione ha però generato un problema logistico: la consegna del materiale, effettuata dal personale, non riusciva a tenere il passo con le celle di produzione automatizzate. Per evitare tempi morti nel flusso produttivo ed effettuare il trasporto delle componenti tra il magazzino e la produzione, Stera ha deciso di impiegare il robot mobile autonomo MiR500, di Mobile Industrial Robots. Così facendo, ha dimostrato di essere un’azienda versatile e in grado di adattarsi rapidamente a ogni cambiamento.

Per muoversi, questa tecnologia utilizza sensori e mappe precaricate. Non necessita di costosi interventi all’interno della struttura, indispensabili invece per implementare un tradizionale veicolo a guida automatica (un AVG). Con una capacità di 500 kg e la possibilità di spostare 10 differenti tipi di pallet e gabbie, il MiR500 si è perfettamente integrato nell’azienda e collabora ora con addetti e carrelli elevatori, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Quando Stera ha investito in questa soluzione, ha dimostrato come l’implementazione del robot mobile ha permesso ai lavoratori di svolgere compiti più importanti e di aumentarne il numero. Dall’inizio del progetto di automazione, Stera ha notevolmente incrementato il proprio fatturato annuale. Ecco come l’implementazione del MiR500 è un esempio di successo che aiuta l’azienda a raggiungere i propri obiettivi.

L’adozione dei robot nelle strutture dell’azienda ha avuto un tale successo che è diventato il progetto pilota per altri impianti.

 

Fonte: Innovami.news 

MiR500 Stera Technologies MiR500 Stera Technologies

Robot mobili negli ospedali: l’esempio da MiR

Negli ospedali arrivano i robot mobili, colleghi perfetti per medici e operatori socio-sanitari

I robot mobili possono essere utili all’interno di laboratori, industrie farmaceutiche e ospedali per il trasporto di medicinali e campioni di analisi. Gli ospedali sono ambienti complessi dal punto di vista della copertura di tutte le zone operative: dai magazzini alla farmacia, dai laboratori di analisi alle sale operatorie.

La movimentazione di medicinali, lenzuola, rifiuti viene solitamente effettuata da infermieri e operatori sanitari, che li obbliga a sottrarre spesso tempo ad altre attività più importanti. In un ambiente che vede la presenza di molte persone, spesso fragili e affette da patologie contagiose, i robot mobili autonomi rappresentano il sistema più veloce e sicuro per effettuare le consegne e i trasporti ripetitivi.

Alcuni robot mobili di MiR sono già stati impiegati negli ospedali per automatizzare, ad esempio, il trasporto di medicinali da somministrare ai pazienti, dal momento che sono altamente autonomi. Una volta predisposti, possono percorrere l’itinerario richiesto su piani diversi, senza difficoltà a utilizzare anche ascensori o montacarichi.

ROBOT MOBILI: piÙ applicazioni possibili

Le potenziali applicazioni dei robot MiR all’interno degli ospedali sono veramente numerose:

  • ritiro e consegna dei rifiuti dai reparti al punto di raccolta
  • ritiro dei campioni di sangue e consegna al laboratorio di analisi
  • consegna della posta
  • assistenza agli infermieri nella somministrazione delle terapie
  • affiancamento degli operatori nella distribuzione dei pasti.

Anche nelle sale operatorie gli AMR possono svolgere compiti di assoluta utilità, garantendo la fornitura continua dei ferri chirurgici sterili e riportando all’autoclave quelli da sterilizzare.

la sicurezza dei robot mobili 

Il vantaggio dell’utilizzo dei robot mobili in questi ambienti è dato prima di tutto dalle caratteristiche di sicurezza che garantiscono una perfetta mobilità, integrandosi con gli ambienti altamente frequentati da persone. Gli AMR di MiR sono infatti dotati di dispositivi di sicurezza, come scanner laser, telecamere 3D e sensori di prossimità. Questi consentono loro di evitare gli ostacoli, fermandosi o rielaborando un percorso alternativo. Le numerose possibilità di programmazione e funzionalità secondarie, come la possibilità di installare moduli superiori (scaffalature, armadi automatici, ganci per traino di carrelli ecc..) e il comando a distanza degli ascensori, permettono a questi robot di adattarsi a qualsiasi ambiente.

Grazie alle caratteristiche di sicurezza ed estrema flessibilità, in diverse strutture ospedaliere sono stati introdotti i robot autonomi con l’obiettivo di alleggerire il personale dai compiti ripetitivi e di scarso valore. L’utilizzo di AMR ha dato risultati soddisfacenti, poiché l’autonomia di questi mezzi permette agli operatori sanitari una maggior concentrazione verso aspetti più importanti del lavoro.

La somministrazione dei medicinali può essere svolta senza più doversi preoccupare del reperimento dei farmaci. Questo perché l’armadio automatizzato che li contiene funziona tramite codice, e riduce inoltre a zero la possibilità di confusione nella somministrazione con il farmaco sbagliato. La consegna al laboratorio delle analisi dei campioni prelevati avviene in modo automatizzato, escludendo ogni possibilità di scambio dei campioni.

Una volta effettuati i prelievi dal paziente, il sistema, tramite codici, scongiura le possibilità di errore: i contenitori saranno posizionati negli scomparti dell’armadio automatizzato. Sarà, perciò, impossibile confondere due campioni. Questo aspetto è fondamentale per l’innalzamento del livello di qualità del servizio e all’ottimizzazione del processo. Un altro esempio è l’utilizzo dei robot mobili durante il cambio delle lenzuola, e il loro trasporto fino alla lavanderia può ora essere ottimizzato.

Robot mobili MIR

Il trasporto dei materiali sterili non è più un problema

L’ospedale universitario della regione Sjælland, in Danimarca, è l’esempio perfetto dell’utilizzo dei robot mobili nel processo di sterilizzazione dei ferri chirurgici. La struttura infatti ha automatizzato il trasporto interno di attrezzatura medica sterile grazie ai robot mobili di MiR. Il suo impiego ha preso rapidamente piede fra il personale addetto, e ha infatti migliorato il servizio, ridotto lo spazio di stoccaggio, permesso agli operatori di risparmiare il tempo impiegato in lunghi spostamenti e garantito ai reparti il costante rifornimento dei materiali.

Nel centro di sterilizzazione dell’ospedale, lo staff carica il materiale monouso e gli utensili sterilizzati negli armadietti appositi montati su carrelli. Gli sportelli vengono poi sigillati per garantire il mantenimento della perfetta sterilizzazione. Il MiR100 traina i vari carrelli, coprendo il tragitto tra il centro di sterilizzazione e i dieci punti di consegna, nei vari reparti, dove gli assistenti provvedono a svuotare i carrelli.

È inoltre possibile programmare i robot mobili per avvisare “educatamente” i pazienti e lo staff quando è in avvicinamento, prima di attraversare silenziosamente una porta automatica o uscire da un ascensore. Inoltre, sono stati montati display sulla parte frontale, che indicano la destinazione del robot alle persone dello staff.

Con la tecnologia offerta da MiR, il personale sanitario ha potuto liberarsi dai compiti di logistica dedicandosi a mansioni più importanti e concentrandosi maggiormente verso la cura dei pazienti. Prima di introdurre il robot, gli assistenti effettuavano consegne di materiale monouso ai diversi reparti con cadenza settimanale e la mansione comprendeva il sollevamento di carichi pesanti con conseguenti sovraccarichi fisici. Questi compiti vengono ora svolti agevolmente dal robot che provvede alla consegna del materiale giornalmente, eliminando i lavori pesanti, monotoni e ripetitivi per gli operatori.

Robot mobili MIR

Il ruolo dei robot MOBILI nel trasporto di farmaci chemioterapici

Un secondo esempio di utilizzo concreto dei robot mobili autonomi è nei reparti di chemio-radio terapia. La consegna di questo genere di preparati necessita di una particolare attenzione e la radio terapia richiede un alto livello di attenzione durante il trasporto.

I robot mobili anche in questa situazione possono assolvere in modo preciso questo compito. È il caso del reparto di oncologia dell’ospedale danese situato nello Jutland meridionale che è stato trasferito in una nuova ala situata a due isolati di distanza dal laboratorio e tre piani più in alto. Conseguentemente, le tempistiche di trasporto sono aumentate e i tempi di consegna delle chemioterapie sono passati da meno di un minuto a oltre 10 minuti.

Per risolvere i problemi causati dall’aumento dei tempi di trasporto, la farmacia dell’ospedale ha scelto di investire in un MiR100 per trasportare i medicinali dal laboratorio al reparto. Utilizzando un AMR il personale ha avuto più tempo a disposizione per concentrarsi sulle mansioni rivolte ai pazienti. Allo stesso tempo il robot ha aumentato l’efficienza operativa del trasporto fra un reparto e l’altro.

Il robot si dirige automaticamente verso la sua destinazione, effettuando le consegne puntualmente e utilizzando l’ascensore in completa autonomia. Se il robot dovesse bloccarsi, può inviare automaticamente un messaggio al personale del reparto, che può reindirizzarlo o controllarlo a distanza tramite il proprio smartphone. Una volta raggiunto il luogo di consegna, il robot è in grado di chiamare il personale per avvertirlo.

Il farmaco per la chemioterapia viene trasportato in cassetti, accessibili tramite codice per evitare l’uso delle chiavi e per evitare possibili errori di scambio. A differenza dell’uso degli AGV, la struttura sanitaria danese non ha dovuto modificare la planimetria dei suoi edifici, nemmeno cambiare la posizione dei fili e dei sensori per accogliere gli AMR. L’ospedale ha anche equipaggiato alcuni dei robot MiR con il MiRHook per trainare carrelli caricabili.

IN BREVE TEMPO DIVENTANO PARTE INTEGRANTE DELLA STRUTTURA

Gli AMR in breve tempo sono diventati parte integrante del personale, grazie alla loro perfetta interazione con i colleghi umani. Anche dal punto di vista finanziario l’AMR non è un investimento a perdere: mediamente, per le strutture sanitare, il ROI viene raggiunto dopo soli otto mesi. Ulteriore conferma di quanto l’AMR possa influire sull’efficienza.

La tecnologia dei robot mobili è poco invasiva, soprattutto in strutture delicate come gli ospedali e i laboratori: la sicurezza e la flessibilità sono fondamentali. I robot mobili MiR garantiscono queste caratteristiche, si implementano velocemente senza dover cambiare il layout degli ambienti. Sono autonomi e si muovono tra gli ostacoli, svolgendo attività che farebbero perdere tempo prezioso agli addetti, che possono, adesso, dedicarsi alla cura dei pazienti.

 

Fonte: Tecnomedicina 

 

K.L.A.IN.ROBOTICS PRESENTA SU “WE ROBOTS” IL NUOVO HYUNDAI HH7

su “WE ROBOTS” SI PARLA DI NOI… e del nuovo hh7!

Nel numero di marzo della rivista We Robots, Klain Robotics presenta la novità di casa Hyundai: il robot HH7.

Pagina rivista We Robots Pagina rivista We Robots

Il brand Hyundai, noto produttore coreano di robot antropomorfi fino a 600 kg di portata,
specializzati per operazioni di saldatura, manipolazione e asservimento, è stato acquisito da
Klain a partire dal 2011. Tra i prodotti del brand vi è il robot HH7, che rappresenta l’ingresso
del costruttore nella robotica di taglio compatto.

Il robot racchiude in sé tantissimi vantaggi, tra cui l’alta velocità e capacità di carico: caratteristiche che portano a ridurre notevolmente il cycle time e assicurano, allo stesso tempo, una delle ripetibilità migliori nella propria categoria. Rispetto ai modelli a cui ci ha abituati Hyundai, il robot HH7 è il più piccolo della gamma: 942 mm di sbraccio e un payload di 7 kg. Il design  del braccio simmetrico è studiato per minimizzare le interferenze, così come l’aspetto lineare contribuisce a diminuire lo spazio occupato, oltre a semplificare l’installazione e la manutenzione. Il robot è poi dotato di tecnologie di controllo avanzato:
pianificazione tramite percorsi variabili di movimento, a comando dinamico e con verifica della riduzione delle vibrazioni. Grazie a queste caratteristiche, risulta adatto per applicazioni di manipolazione in ambito elettronico e industriale, assemblaggio e packaging. Può essere inoltre montato a pavimento, a soffitto o a parete, e programmato in modo semplice tramite il suo linguaggio simile al BASIC.

IL MAGAZZINO INNOVATIVO DI EFFIMAT

IL MAGAZZINO effimat 

K.L.A.IN.robotics presenta il magazzino innovativo di Effimat, azienda nata nel polo della Meccatronica di Odense, in Danimarca.

Effimat consente di immagazzinare componenti in scatole da 600x400mm o in sottomultipli. I contenitori sono gestiti in modo singolo tramite il sistema brevettato Box Mover, effettuando dai 250 ai 350 prelievi in un’ora.

Il VLM (vertical lift module) di Effimat si propone come un magazzino innovativo nelle aziende che intendono migliorare l’efficienza dell’intralogistica. Occupa circa 6,5 mq, con un’altezza che parte dai 4,5 fino ad arrivare ai 16 metri, e ha la possibilità di stoccare scatole di diverse altezze. Il che garantisce un’accuratezza di prelievo del 99,9%.

Grazie alle elevate performance, viene utilizzato in diversi ambiti, tra cui, per esempio, l’automotive, l’e-commerce, la farmaceutica e il mondo del fashion. Ciò che accomuna tutti questi settori è, infatti, la quantità di piccoli componenti che vengono gestiti.

Portare le merci all’uomo, anziché l’uomo alle merci.

Combinando Classimat ed Effimat, un cliente ha ottenuto un’efficienza di produzione superiore al 514%, con un risparmio di manodopera per le attività di prelievo del 69%.

Progettare la soluzione migliore

Prima di concretizzare il progetto, un operatore di magazzino effettuava circa 55 prelievi in un’ora.

Grazie all’utilizzo di un software WMS, il tempo viene ottimizzato, e dopo aver analizzato i codici da prelevare, offre la sequenza per farlo in modo efficiente.

Dovendo poi ampliare la produzione, l’azienda ha ritenuto opportuno ricercare alternative nell’ambito dei VML, per aumentare il tempo di attraversamento nelle attività di picking con il minimo delle risorse senza dover incrementare lo spazio necessario e il tempo di set-up.

FOCUS SULL’80% DEI PRODOTTI NELLA LOGICA ABC 

Da una prima analisi effettuata sui classici sistemi VLM, si è notato che il raggiungimento dell’obiettivo avrebbe richiesto molti VLM. Insieme al cliente, quindi, Effimat ha effettuato un’analisi iniziale sulle diverse tipologie di prodotti, in ottica ABC, e questa analisi ha dimostrato che combinando una serie di Classimat ed Effimat, l’azienda poteva raggiungere gli obiettivi di produttività prefissati, ottimizzando quindi nello stesso tempo lo spazio.

La configurazione è stata progettata in modo tale che i VLM Effimat gestissero l’80% di tutti i componenti, così da ottenere la massima efficienza di throughput, mentre i Classicmat permettevano di raggiungere i mq di superficie per i quali il progetto era stato sviluppato.

LIBERARE LO SPAZIO PER LA CRESCITA

I VLM Effimat liberano il 75% dello spazio e le distanze percorse dagli operatori.

IL VALORE AGGIUNTO

Secondo un sondaggio effettuato su diverse aziende, è stato calcolato che in media vengono prelevati 5 articoli per ogni ordine. Grazie alla tecnologia Box Mover, che consente di prelevare 5 scatole dalla torre del VLM indipendentemente dalla posizione in cui sono allocate, è possibile gestire in unico ciclo di picking l’ordine di 5 componenti contemporaneamente.

È così che l’attività di picking è estremamente dinamica, perché ottimizza il lavoro degli operatori addetti a questa attività e la quantità di risorse prelevate.

 

pinze collaborative onrobot

PINZE COLLABORATIVE ONROBOT

NUOVA PARTNERSHIP PER KLAIN ROBOTICS

K.L.A.IN.robotics ha recentemente siglato un accordo con l’azienda danese ONROBOT, diventando così dealer di un’ampia gamma di soluzioni fine braccio per applicazioni collaborative, adatte a tutti i tipi di robot.

Le pinze collaborative OnRobot offrono nuove possibilità per automatizzare tante tipologie di attività, grazie ai diversi sistemi di presa e sensori di forza: dal trattamento della superficie al prelievo e posizionamento, dall’asservimento all’imballaggio e alla pallettizzazione, dall’ispezione e controllo qualità al collaudo di macchine.

La gamma completa offre pinze, sensori e cambio utensili robotici all’avanguardia per l’automazione industriale. Tutti i prodotti si adattano a qualsiasi braccio robot collaborativo o leggero di livello industriale.

Ciascun prodotto è inoltre dotato di un quick changer elettronico integrato, che semplifica ancora di più l’installazione.

Si aggiunge così un nuovo tassello che consente a K.L.A.IN.robotics di essere un partner strategico ancora più adatto per supportare i System Integrator in qualsiasi applicazione robotizzata.

Clicca qui per saperne di più.

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Klain Robotics: robot da ieri ad oggi

KLAIN ROBOTICS SI RACCONTA

Vendiamo robot per l’automazione industriale dal 1999, da quando Fabio Greco ha fondato Klain Robotics, azienda che distribuisce importanti marchi come Denso, Hyundai, MiR, EffiMat ed F&P Robotics. Inoltre, da qualche anno a questa parte, siamo impegnati nella diffusione di una nuova cultura robotica anche nelle scuole.

Fabio Greco è un imprenditore che non guarda ai robot industriali come semplici oggetti da proporre sul mercato, ma come strumenti culturali in grado di accendere la nostra fantasia. Basta vederli in azione per restarne colpiti, non soltanto per la loro velocità ma anche per la precisione dei movimenti.

TUTTO è NATO DA QUI

Alla fine degli anni Novanta, Fabio Greco si occupava di ottimizzare la produzione di molte aziende manifatturiere attive in diversi settori, come la pressofusione, la lavorazione meccanica e lo stampaggio dei metalli.

In particolare, ci fu una collaborazione con un’importante azienda della Valcamonica. L’attività di lavorazione e stampaggio dell’ottone aveva richiesto l’inserimento di alcuni robot per l’asservimento di macchine transfer. Vedendoli in azione è scattato qualcosa che lo ha fatto appassionare e lo ha portato a una decisione che non avrebbe mai immaginato. Da ingegnere, diventare distributore di robot.

unico limite alla diffusione dei robot è la fantasia di chi li utilizza

Individuò un noto system integrator, già affermato sul mercato, con cui collaborare.

Nel 1998, in una fiera, conobbe i manager del marchio giapponese Denso, che allora cercava un distributore per operare sul mercato italiano. Decise di iniziare a lavorare con loro e così prese vita Klain Robotics. Era il febbraio del 1999.

Denso era praticamente sconosciuto all’epoca, pur essendo un grande produttore di robot industriali, esclusivamente di piccola taglia. Greco iniziò a lavorare per far conoscere il marchio in Italia, finché nel 2007 Klain Robotics venne premiata come “Best Dealer” Denso per l’Europa, riconoscimento mantenuto negli anni, fino ad oggi.

una gamma di robot in continua crescita

Il brand Denso si affermò bene sul mercato italiano, spingendo Greco ad ampliare gli orizzonti dell’azienda e a cercare anche un produttore complementare. Individuò, così, in Hyundai un produttore di ottimi robot, molto presente nel settore automotive. Hyundai sta facendo grandi passi in avanti, perché ha deciso di aprire una sede in Europa e sta sviluppando nuove cinematiche, che porteranno la gamma ad essere ancora più ampia di quella attuale.

Fabio Greco, ormai inarrestabile, prese contatti con il produttore danese MiR e nel 2018 iniziò la distribuzione anche dei loro prodotti. Dall’inizio del 2020 siamo diventati suoi “Excellent Partner”. Il mobile robot non ha nulla in comune con i robot industriali, ma ha un importante ruolo nell’automazione dell’intralogistica.

Klain Robotics ha poi ulteriormente ampliato le proprie collaborazioni con un’altra conoscenza danese, la EffiMat, che produce magazzini automatizzati verticali.

Il quadro delle collaborazioni dell’azienda bresciana si completa poi con un prodotto svizzero, un braccio collaborativo, il P-Rob, prodotto da F&P Robotics.

“VERSO L’INFINITO E OLTRE”

Nel frattempo Klain ha iniziato anche ad espandersi su altri mercatI, fondando nel 2012 la Dillon, con sede a Belgrado, in Serbia. Inoltre sta allargando i proprio interessi all’area del Maghreb, dove sta progettando di creare una propria azienda in Tunisia.

KLAIN ROBOTICS E AIDAM, UNA STORIA CHE DURA DA 20 ANNI

Klain Robotics è uno dei soci fondatori di AIdAM, l’Associazione Italiana di Automazione Meccatronica, che raccoglie un’ottantina di imprese e ha, tra i proprio scopi, quello di diffondere tra le imprese la conoscenza delle tecnologie robotiche e meccatroniche. Anche perché i robot si prestano molto bene ad aiutare le pmi italiane a sviluppare il proprio business.

KLAIN E LE NUOVE GENERAZIONI

Klain è anche molto attiva nel settore dell’educational, ambito in cui ha creato anche una divisione specializzata. Fabio Greco ha sempre sognato di insegnare robotica ai ragazzi. Ma quella che una volta poteva essere un’aspirazione oggi è diventata una drammatica necessità. Le aziende sul mercato della robotica o dell’automazione fanno una fatica enorme a reperire sul mercato giovani tecnici, periti e non necessariamente ingegneri, dotati di competenze spendibili da subito nel mondo dell’industria.  L’obiettivo di Klain Educational è quello di proporre robotica agli istituti tecnici, fornendo le tecnologie che gli allievi troveranno nelle aziende.

una didattica utile

Nel 2020 presenteremo un libro didattico su questo tema, sviluppato con un importante editore. Il progetto è stato ben accolto dal Miur, e ha portato alla nascita della rete M2A, che raccoglie un’ottantina di istituti tecnici desiderosi di implementare questo percorso formativo.

 

MACCHINA DI CONFEZIONAMENTO LIPSTICK

CONFEZIONAMENTO LIPSTICK: 110 E LODE PER PROGEA LEONARDO

Con la partnership di K.L.A.IN.robotics, Progea Leonardo ha realizzato un sistema per il confezionamento di lipstick in grado di raggiungere un flusso di 70 pezzi/min, garantendo alti standard di produzione e  massima precisione.

Progea Leonardo Srl di Albuzzano (PV) è una giovane realtà, dinamica e innovativa, che opera da anni nel settore delle macchine speciali e delle attrezzature meccaniche, di cui segue tutta la fase di  progettazione, fino alla realizzazione del macchinario stesso.

Ricerca, progettazione e automazione sono i componenti chiave che sostengono l’azienda nella propria crescita e che hanno portato all’incontro con K.L.A.IN.robotics, da vent’anni nel settore della distribuzione di robot per il mondo della Factory Automation e componenti di meccatronica.

Tra tutti i settori in cui opera, quello cosmetico è molto affascinante ed è per questo che negli ultimi 4 anni, Progea Leonardo ha iniziato a produrre macchine per la compattazione di cipria,oppure per la gestione di prodotti finiti come rossetto e mascara, e dosatori volumetrici per creme e liquidi.

La brillante collaborazione con K.L.A.IN.robotics ha portato alla realizzazione di un sistema per il confezionamento di lipstick, per una nota casa di cosmetici e prodotti di bellezza italiana.

‘’Durante il nostro scouting tecnologico abbiamo avuto la possibilità di conoscere le soluzioni innovative di K.L.A.IN.robotics, nonché un team altamente specializzato’’ ha detto Angelo Giarola, Technical Engineer di Progea Leonardo. ‘’Quello che apprezziamo maggiormente della collaborazione con K.L.A.IN.robotics è l’aver trovato un’azienda che, come noi, è mossa da grande passione ed energia positiva.’’

Grazie all’impiego del robot antropomorfo DENSO mod. VS6577 si è potuto avere un aumento della produttività del 110%, infatti da una richiesta iniziale di 60pz/min., la macchina garantisce 70pz./min.

Ma entriamo nel vivo dell’applicazione:

Un operatore posiziona un carrello a ripiani, su ognuno dei quali è posizionato un vassoio termoformato contenente i lipstick, all’interno della macchina. Successivamente la macchina preleva i vassoi e li va a depositare su di una tavola rotante a 4 postazioni.

Quando il primo vassoio pieno è in posizione, il robot antropomorfo DENSO VS6577, munito di una speciale pinza a ventose, tramite aspirazione, solleva n. 11 lipstick per volta, e li deposita su di una rastrelliera pneumatica che li distanzia per poi riprenderli e depositarli su di un nastro a passo costante che condurrà poi i lipstick alla fase di etichettatura.

L’applicazione è altamente performante e si adatta per gestire fino a 3 tipi diversi di lipstick, con un semplice cambio di quote.

Progea Leonardo ama le sfide, ma ancor di più ama vincerle. ‘’ Abbiamo intenzione di investire nel presente e nel prossimo futuro sul personale tecnico in grado di utilizzare i robot su svariate applicazioni sempre più customizzate.’’ dice Angelo Giarola. E’ quindi chiaro che l’azienda, con uno sguardo rivolto alla piena soddisfazione delle diverse esigenze del mercato, punta ad una crescita costante, mirata a diventare partner strategico per lo sviluppo e l’innovazione.

Se vuoi vedere il video dell’applicazione clicca qui!