Argon Medical affronta gli alti costi del lavoro e la produttività con MiR

L’elevata capacità di carico del robot MiR200, la facilità d’uso e la conformità alla camera bianca facilitano il flusso di produzione per il produttore di strumenti chirurgici Argon Medical Devices. Il robot consente ai lavoratori qualificati di rimanere ben equipaggiati per il lavoro in camera bianca, migliorando la produttività e risparmiando l’equivalente di un intero organico dalle attività di trasporto materiale. 

Argon Medical Devices produce aghi chirurgici e cateteri nell’impianto produttivo di Wheeling. L’azienda si è rivolta all’automazione collaborativa per farsi aiutare a competere in questo mercato del lavoro ad alto costo, preservando al contempo i posti di lavoro per i suoi dipendenti qualificati. Secondo Kevin Hess, Argon Senior Engineering Manager, la movimentazione dei materiali era un obiettivo per il risparmio sui costi e MiR offriva la soluzione ideale.

La facilità d’uso del robot risolve la complessità della camera bianca e migliora la produttività

Due terzi dell’impianto di Argon è ISO Classe 8 dove gli strumenti chirurgici vengono fabbricati e confezionati. I dipendenti delle camere bianche devono indossare degli appositi camici, delle retine per capelli e degli occhiali di sicurezza, e rimuoverli ogni volta che sono al di fuori dell’area di trasferimento. Ma vestirsi e svestirsi da tutti gli indumenti necessari richiede del tempo prezioso che i dipendenti necessitano per trasferire materiale al magazzino più volte durante il giorno.

Kevin Hess fa notare che a una settimana dalla distribuzione del robot i dipendenti hanno iniziato a utilizzare il tablet per accedere all’interfaccia intuitiva e inviarlo in missione.

Con il robot MiR200 la produttività è migliorata notevolmente, consentendo ai dipendenti del magazzino di preparare i materiali, caricare il robot e inviarlo in missione per consegnare il materiale in completa autonomia.

Il MiR200 gestisce facilmente fino a 200 kg di carico

Hess è rimasto colpito dalle caratteristiche che MiR offre, in particolare dalla sua facilità di distribuzione che non richiede un’installazione costosa e dirompente di linee o sensori sul pavimento della struttura che altri robot di trasporto di materiale richiedono. Il personale di Argon è rimasto impressionato dalla stabilità e dalla sicurezza di questo sistema.

FACILE PROGRAMMAZIONE

Non appena il MiR200 è arrivato in Argon, Hess si è connesso con il suo telefono attraverso l’interfaccia web intuitiva ed è stato in grado di guidare il robot per l’ufficio. A una settimana dalla consegna, il nuovo robot è stato messo in azione sul piano di produzione, creando missioni tra le camere bianche e il magazzino.

il robot fornisce il roi in un solo anno

L’obiettivo di Hess per il robot MiR era quello di tagliare i costi dai processi aziendali e rendere il lavoro più efficiente per gli operatori e il personale di magazzino. L’azienda ha ridistribuito il personale, che stava utilizzando tempo spostando materiali avanti e indietro, verso attività più preziose. Quel tempo era l’equivalente di un dipendente a tempo pieno, che dà ad Argon un ritorno sull’investimento di un solo anno

piani futuri includono l’espansione dei robot

A pochi mesi dall’installazione del primo robot MiR200 Hess sta già cercando ulteriori opportunità nella struttura di Wheeling per un secondo robot. Si sta anche confrontando con i colleghi presso la struttura di Argon ad Atene, in Texas, che ha una dimensione molto più grande rispetto allo stabilimento di Wheeling e che conta circa 25 persone nel magazzino che si occupano di movimentazione dei materiali. 

Guarda il video della case history. 

OnRobot-DENSO

OnRobot dà il benvenuto alla famiglia DENSO Robotics

OnRobot dà il benvenuto all’intera famiglia DENSO!

Le pinze collaborative di OnRobot sono da oggi compatibili con qualsiasi tipo di braccio DENSO.

Le pinze collaborative OnRobot offrono nuove possibilità per automatizzare diverse tipologie di attività. I sistemi all’avanguardia di presa e rilevamento per l’automazione industriale ti consentono di progettare facilmente applicazioni collaborative che consentono alla forza lavoro di lavorare fianco a fianco con robot collaborativi su assemblaggiofiniture superficialipick and placeasservimento e/o collaudo di macchine.

Scopri l’intera gammahttps://www.klainrobotics.com/prodotti/pinze-collaborative-onrobot/

 

La risposta al virus delle imprese? Produrre anche tanta innovazione

l’emergenza coronavirus ha generato investimenti e sperimentazioni organizzative e gestionali

Va da sè che il coronavirus, oltre alla sua carica virale e al suo carico di dolore, ha portato (e sta portando) elementi nuovi – innovativi – dentro la nostra vita. Breve panoramica su alcuni aspetti che il Covid ha costretto a realizzare, ideare, introdurre, accelerare.

Bambini, mamme e operatori sanitari impossibilitati a ricevere visite a causa delle disposizioni Covid-19, potranno mantenere un contatto con i propri affetti tramite dei Robot teleguidati, dotati di uno schermo tramite cui si possono effettuare delle videochiamate. Il progetto è stato attivato da Tim all’interno dei reparti di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita e di Ginecologia dell’ospedale Sant’Anna di Torino, oltre che nella sede di CasaOz in corso Moncalieri.

gioco e salute

Grazie a questi robot, ad esempio, i genitori dei piccoli malati possono entrambi essere presenti, seppur in videoconferenza, durante i momenti di definizione delle terapie. Sempre grazie ai robot, i piccoli pazienti, che aderiscono ad attività formative o ludiche proposte da CasaOz, possono anche continuare ad “avere vicino” i loro educatori e compagni di gioco, con i quali tramite gli applicativi di video chiamata ad alta definizione possono interagire, nonostante il protrarsi della loro permanenza in ospedale.

SANIFICARE, da brescia alla sicilia

Un robot che sanifica qualsiasi tipo di ambiente da virus e agenti patogeni, a cominciare dal Covid-19, in un tempo massimo di venti minuti attraverso un sistema sofisticato e automatizzato: è stato presentato, con tanto di dimostrazione, per la prima volta a Palermo, all’ospedale dei Bambini “Giovanni Di Cristina”. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ed il direttore generale dell’Arnas Civico, Roberto Colletti. 

Si tratta di uno dei tre modelli sviluppati dal gruppo Purity, di cui fanno parte aziende del Distretto Meccatronica della Lombardia e della Toscana. A sancire la connessione Nord-Sud è l’accordo firmato da Klain Robotics, azienda bresciana del distretto lombardo, e della Meccatronica Siciliana, guidata da Antonello Mineo. 

Obiettivo: realizzare il trasferimento tecnologico in Sicilia della rete e dell’assistenza tecnica e avviare nell’isola un sito industriale dove saranno prodotti i robot.

la roche fa una call

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha fortemente rivoluzionato processi e prospettive per l’accesso alle cure. Durante il lockdown il 50% delle visite di controllo è stato posticipato o annullato, così come le procedure ambulatoriali. Per cercare soluzioni per ottimizzare i servizi offerti nei centri sanitari, negli ospedali e nelle cliniche, il gruppo Roche lancia una call to action alle realtà innovative che offrano soluzioni (digital e non) per le aree dell’Oncologia, delle Neuroscienze e delle Malattie Rare.

sviluppare progetti

L’obiettivo è sviluppare insieme progetti che creino più efficienza, come soluzioni per la riduzione del tempo di attesa all’interno della struttura, il supporto logistico dei pazienti per raggiungere in sicurezza i centri, il sostegno e l’ottimizzazione del percorso di cura per nuove diagnosi, il miglioramento dei servizi erogati dalla struttura per evitare assembramenti, la gestione di screening ed esami preventivi per diagnosi di patologie in fase precoce, la delocalizzazione delle cure ospedaliere, il monitoraggio e il supporto a domicilio o in remoto dei pazienti. La prima edizione ha raccolto circa 140 progetti e Roche collabora con molte delle realtà che si sono candidate.

ugo, la start up

Tra queste, Ugo, start up che è stata reclutata a inizio emergenza per studiare soluzioni che minimizzassero gli spostamenti dei pazienti e dei caregiver o Nuvoair – fra i finalisti dell’edizione 2019 – che ha messo a punto uno spirometro digitale e una app per il monitoraggio del paziente con problemi respiratori e grazie a un percorso di accelerazione ha adattato la soluzione tecnologica al paziente con fibrosi cistica, particolarmente esposto ai sintomi da Covid-19.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Magazzini ottimizzati grazie ai robot mobili

Il centro logistico di ICM, a Odense (Danimarca), ha scelto tre robot mobili di Mobile Industrial Robots serie MiR1000 per ottimizzare il magazzino.

 

MiR at ICM

 

Il magazzino verticale di ICM opera utilizzando mezzi con equipaggio che si muovono lungo stretti corridoi formati da scaffalature che raggiungono i 12 m di altezza. I robot MiR consegnano i pallet in un flusso costante fino alle estremità dei corridoi. Il personale dell’area di ricevimento risolve compiti complessi, assicurando allo stesso tempo che i robot si occupino delle operazioni di trasporto interno.

Tempi di inattività al minimo

Gli operatori dei carrelli elevatori utilizzano un tablet dove possono visualizzare una mappa per controllare in ogni momento dove si trovano i robot, in più i robot mobili si fanno notare utilizzando segnali audio e luci nelle zone più trafficate. ICM ha realizzato un percorso esclusivo per i robot mobili, liberando spazio nel centro logistico per poter ottimizzare il traffico. Il software di MiR per la gestione della flotta, MiR Fleet, assicura inoltre la corretta distribuzione delle mansioni tra robot, in modo che questi possano svolgere il compito nel minor tempo possibile, controllando che i tre robot mobili si spostino automaticamente alla stazione di ricarica e si ricarichino tra una mansione e l’altra, in modo da minimizzare i tempi di inattività.

I dipendenti hanno più tempo per gli incarichi complessi

Nel complesso, i robot mobili hanno fatto risparmiare a ICM circa 40 ore alla settimana, tempo che il personale precedentemente doveva impiegare per il trasporto interno, spostando le merci tra l’area di ricezione e le aree di posizionamento. I dipendenti possono ora concentrarsi su incarichi di pianificazione e ottimizzazione: la valutazione, la movimentazione e l’assegnazione di priorità alle merci è un compito complesso che richiede intuizione ed esperienza, poiché devono essere presi in considerazione molti parametri.

MiR at ICM

Publitec online, 29 Giugno 2020

DENSO online EXPO

DENSO Robotics Online Expo 2020

DENSO ONLINE EXPO 2020

16-18 LUGLIO 2020

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In evidenza:
  • Nuovi robot e software
  • Live tour e dimostrazioni
  • Presentazioni e dimostrazioni con specifiche ed esempi di utilizzo
  • Possibilità di prenotare un appuntamento con i commerciali DENSO

NUOVO CONTROLLER RC9

Per applicazioni semplici che per applicazioni più strutturate, il nuovo controller RC9 è più flessibile ed espandibile. Durante l’evento verranno mostrati esempi di utilizzo del controller su robot DENSO e dispositivi periferici.

NUOVA SERIE VM E VL 

La serie VM di robot è completamente racchiusa e dispone di più cavi e tubi integrati ben progettati. Tra i robot DENSO, la serie VL ha la più alta capacità di carico fino a 40 kg e uno sbraccio fino a 2,5 m. Durante l’evento verranno mostrati entrambi i robot con controller RC9.

WINCAPS PLUS 

Wincaps plus è un gruppo di applicazioni software per migliorare l’esperienza dell’utente nella progettazione, introduzione, funzionamento e manutenzione dei robot. All’evento, i visitatori possono provare a controllare da remoto cinque tipi di soft.

 

 

Il sanificatore anti-Covid è robotico: agisce in venti minuti negli ambienti chiusi

Non solo mascherine e distanziamento sociale. Al centro della ripartenza del Paese ci sono esigenze nuove come la sanificazione continua degli ambienti di lavoro. Un ambito in cui le aziende italiane si sono dimostrate particolarmente attive con alcune che si sono riadattate ed altre che sono nate ex-novo. Tra queste ultime c’è ad esempio la RayBotics, startup che ha creato il primo robot italiano per la sanificazione degli ambienti interni. L’automa si chiama Phs (Pro Health System) ed è in grado di combinare la capacità di calcolo dell’intelligenza artificiale con la potenza di un robot che usa sia raggi UV-C che ozono per debellare i patogeni presenti sulle superfici. Il robot quindi può sanificare aziende, luoghi di culto, uffici e negozi e alimentari in 20 minuti. L’idea è venuta a Fabio Greco ed Enzo Catenacci, due nomi storici della robotica italiana rispettivamente fondatori di realtà come la Klain Robotics e il Gruppo Purity. «Erano i primi di marzo – racconta Greco – quando analizzando le tecnologie utilizzate fino a quel momento per la sanificazione industriale, ci siamo subito resi conto che i dispositivi attualmente sul mercato (di cui nessuno italiano peraltro) utilizzavano tutti con successo gli Uv-C ma avevano un grande limite perché non erano in grado di disinfettare le zone d’ombra non colpite dai raggi».

Il prodotto

Da qui la necessità di integrare un erogatore di ozono che fosse capace di estendere l’efficacia del dispositivo e che, ora, dopo una fase di test, è in grado di sanificare un ambiente chiuso, senza persone, in massimo 20 minuti. Il prodotto è già in commercio e l’azienda ne realizza – esclusivamente in Italia – tra gli 8 e i 10 al giorno destinandoli sia al nostro che ad altri Paesi. L’intenzione però, non è quella di fermarsi. Greco e Catenacci infatti stanno già progettando nuove versioni con tecnologia integrata ai droni.

Phs Messaggero

 

MAGAZZINO AUTOMATIZZATO EFFIMAT: PRELIEVO MANUALE vs. PRELIEVO AUTOMATIZZATO

Il prelievo di materiale dal magazzino è l’operazione che richiede maggior coinvolgimento di qualsiasi altro processo, essendo un’operazione primaria per preparare e quindi spedire gli ordini ai clienti. Ricevendo un numero sempre maggiore di ordini, questo processo sarà in grado di funzionare costantemente, garantendo precisione e puntualità nella consegna?
Perché ottimizzare il processo di prelievo?

Con la crescita del business, è bene che le aziende ottimizzino il proprio sistema. Questo comporta la ricerca di nuove tecnologie. Ma perché è così importante ottimizzare i processi di prelievo?

Il primo elemento da tenere in considerazione è la riduzione dei costi. Se l’obiettivo rimane la soddisfazione del cliente, allora la precisione è fondamentale. Commettere degli errori può generare conseguenze costose, soprattutto se ci si accorge troppo tardi o addirittura se ne accorge il cliente stesso.

Ottimizzando il volume di produzione sarete in grado di gestire un aumento della quantità degli ordini con lo stesso numero di dipendenti e impiegando lo stesso lasso di tempo.

La soddisfazione del cliente rimane l’elemento chiave. Sono sempre di più le richieste di consegna rapida, e migliorare i processi, garantendo tempi di consegna brevi, ridurrà il costo di ogni prelievo e migliorerà senza dubbi la competitività.

 

Come ottimizzare il processo di prelievo?

Magazzino EffimatMinimizzare la movimentazione

Minimizzare la movimentazione consentirà agli addetti ai lavori di non impiegare troppo tempo in un singolo processo, andando ad abbattere quindi i costi supplementari per un singolo prelievo e aumentando il volume di produzione.

Ridurre tempo per gli spostamenti

La riduzione del tempo impiegato negli spostamenti aumenta la produttività nella preparazione degli ordini. È possibile ridurre il movimento degli operatori nel magazzino, raggruppando gli ordini in sezioni. È importante sottolineare che un operatore fisicamente stanco è più portato a commettere errori di prelievo. Un altro modo per minimizzare il tempo impiegato in un processo è quello di implementare un software per il magazzino che vi aiuterà a pianificare il processo di picking.

Automatizzare

Magazzino EffimatIl prelievo automatizzato è un processo di collocamento, prelievo e recupero di oggetti e materiali dalle rispettive aree di archiviazione attraverso l’utilizzo di soluzioni automatizzate che uniscono software e apparecchiature in modo integrato. Automatizzando alcuni dei processi di picking si eliminano i passaggi ripetitivi della manipolazione manuale.

 

Prelievo automatizzato

Oggigiorno le aziende stanno sperimentando sempre di più i vantaggi dell’automazione, specialmente in ambito logistico, dove spesso si riscontrano criticità e dispendio di denaro.

Negli ultimi anni diverse sono state le innovazioni in questo campo, perché il prelievo automatizzato consente una maggiore precisione e una riduzione del tempo impiegato.

Magazzino EffimatI VLM Effimat rappresentano un modo per automatizzare questo settore, utilizzando lo stoccaggio automatizzato, che consente di eliminare gli errori di prelievo, creare un flusso più snello nel processo di preparazione del materiale e ottimizzare il proprio volume di produzione.

 

 

 

 

 

 

L’innovazione arriva dalla Corea con i nuovi robot cobot di Hyundai Robotics

K.L.A.IN.robotics presenta la gamma di robot collaborativi di Hyundai Robotics

La voglia di nuove sfide ed il forte spirito di innovazione che contraddistingue Hyundai Robotics hanno portato alla creazione di una serie di robot completamente nuova, sia nella forma che nei concetti: sono nati infatti i primi collaborativi del brand coreano, che ama stupire il mercato e promette altre novità in un futuro molto vicino!

Hyundai Robotics, da sempre noto come leader nella robotica di grosso taglio, vanta un’ampia gamma di robot che permette di rispondere a esigenze diversificate. Grazie alle capacità di carico che spaziano dai 6 ai 600 kg e a sbracci che raggiungono i 3.500 mm, è per lo più consigliata per applicazioni di manipolazione, saldatura, verniciatura e palletizzazione.

Il brand coreano, distribuito in Italia da K.L.A.IN.robotics dal 2011, con questo nuovo lancio denota intraprendenza e notevoli capacità di innovazione.

I nuovi collaborativi della serie YL hanno un aspetto fluido e sinuoso. Completamente privi di spigoli, possono lavorare a fianco dell’operatore anche in spazi ristretti e interagire in modo semplice ed immediato.

La nuova serie YL garantisce eccellenti prestazioni meccaniche e si presenta in 3 modelli: il primo, l’YL005, ha un payload di 5 kg e uno sbraccio di 900 mm; il secondo, l’YL012, con un payload più importante, 12 kg e un raggio di lavoro di 1300 mm; ed infine, il terzo, l’YL015, con 15 kg di portata e un raggio di 950 mm.

Il design dei robot della serie YL riesce nella sua perfetta integrazione di tutti gli elementi. Questi robot collaborativi mettono in mostra un uso fluido delle forme che gli conferisce un aspetto affidabile e user-friendly. Facilitando un nuovo approccio all’interazione uomo-robot, garantiscono un’elevata sicurezza per l’operatore che, senza dubbio, ne apprezzerà anche l’utilizzo molto intuitivo, potendolo anche programmare a voce con piattaforma 5G.

 

 

 

 

 

 

 

Il Sole 24 Ore, 12 Giugno 2020

 

Un valido strumento per contrastare le malattie patogene

L’eccezionalità dell’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 ha portato alla ribalta della cronaca l’impiego di sistemi come il PHS, acronimo di Pro Health System, ovvero un robot di disinfezione frutto della collaborazione tra K.L.A.IN. Robotics e Autognity. Si tratta di un vero e proprio sistema di disinfezione che prevede l’impiego di lampade per la generazione di raggi UV-C unitamente a ozono, che può essere anche alloggiato a bordo di un veicolo mobile MiR. La tecnologia impiegata è estremamente efficace per la neutralizzazione di microrganismi ed è integrata in una struttura di alluminio che ne potenzia gli effetti essendo, questo materiale, connotato dal più alto tasso di riflessione tra i metalli e pertanto peculiarmente adatto per riflettere raggi UV.

PHSPHS si è dimostrato essere un valido strumento per contrastare la maggior parte delle malattie patogene e dei vettori contratti da superfici a contatto: SARS, MMR (rosolia del morbillo per parotite), RSV (virus respiratorio sinciziale), rinovirus, influenza, coronavirus, rotavirus, adenovirus, norovirus, clostridium difficile (C. diff), epatite-C, MRSA, VRE, CRE, Ebola, Parainfluenza, Acinetobacter, Enterobacter, Klebsiella, MERS, Pseudomonas, Salmonella, Serratia, Staphylococcus, Stenotrophomonas, Mycobacterium, Pseudomonas, Fascite necrotizzante, febbre gialla e altro ancora. “Molte malattie della trasmissione superficiale sono ora designate come Multi-Drug Resistant (MDR) ex. MDR-TB. Il nostro disinfettante germicida PHS è efficace nel distruggere tutti questi vettori contagiosi in ambulanze, cliniche, scuole e molto altro” afferma Fabio Greco, titolare di K.L.A.IN. Robotics.

DISINFEZIONE CON RAGGI UV

La luce UV fornisce una rapida ed efficace inattivazione dei microrganismi attraverso un processo fisico. Quando batteri, virus e protozoi sono esposti alle lunghezze d’onda germicide della luce UV, vengono inibite le capacità di proliferazione e infezione. I danni causati dai raggi UV agli acidi nucleici inducono l’inattivazione dei microrganismi. L’elevata energia associata agli UV a corta lunghezza d’onda, principalmente a 254 nm, viene assorbita dal RNA e dal DNA cellulare. Questo assorbimento di energia UV forma nuovi legami tra nucleotidi adiacenti, creando doppi legami o dimeri. La dimerizzazione di molecole adiacenti, in particolare la timina, è il danno fotochimico più comune. La formazione di numerosi dimeri di timina nel DNA di batteri e virus impedisce la replicazione e aumenta l’incapacità di infettare. L’UV non richiede il trasporto, lo stoccaggio o la manipolazione di sostanze chimiche tossiche o corrosive: un vantaggio per la sicurezza di personale operante in impianti e la comunità circostante. Il trattamento UV non crea sottoprodotti di disinfezione cancerogeni che potrebbero influire negativamente sulla qualità dell’ambiente. Gli UV sono altamente efficaci nell’inattivazione di una vasta gamma di microrganismi tra cui agenti patogeni resistenti al cloro come Cryptosporidium e Giardia. I raggi UV possono essere utilizzati per abbattere contaminanti chimici tossici congiuntamente a un’azione disinfettante. “I costi operativi del sistema di disinfezione mediante raggi UV prevedono la sostituzione annuale delle lampade e il relativo consumo elettrico” spiega ancora Greco. “Gli UV eliminano e riducono immediatamente minacce per la salute legate all’utilizzo di sostanze chimiche riducendo il costo associato al trasporto e alla manipolazione delle stesse. I costi legati a spese di amministrazione, di gestione rischi, di pianificazione delle emergenze e alla formazione degli operatori vengono minimizzate e/o eliminate con l’impiego della tecnologia a raggi UV”.

PHS-S

disinfezione con ozono

I microrganismi causano problemi in vari luoghi: in un contesto clinico i batteri possono causare epidemie pericolose. L’ozono, impiegato anche in basse concentrazioni, può essere usato come disinfettante chimico per uccidere batteri e virus. Il tempo di trattamento può variare in funzione del grado di disinfezione desiderato. Le tecnologie no-touch prevedono l’impiego di lampade UV unitamente all’azione di sostanze chimiche disperse come aerosol o gas per la distruzione di microrganismi. Rispetto ad altri metodi di sanificazione dell’aria, l’ozono è in grado di disinfettare efficacemente grandi volumi d’aria, neutralizzando microrganismi e virus. Per tanto, risulta essere ideale in contesti medici come ospedali e sale di attesa. Fattore determinante è il tempo impiegato per l’abbattimento di microrganismi. I sistemi di sanificazione a raggi UV spesso hanno una finestra di tempo molto breve per irradiare l’aria e quindi devono aggiungere molta energia per garantire una disattivazione sufficiente in questo breve tempo, poiché è limitata dal tempo necessario all’asciugatura della superficie mentre l’ozono continuerà ad attaccare i batteri fino a quando non si decompone naturalmente o viene rimosso. Ciò consente alle soluzioni di ozono di aumentare significativamente il risparmio energetico. “L’ozono viene prodotto in loco dall’ossigeno presente nell’aria ambiente, una materia prima abbondante e gratuita” sottolinea Fabio Greco. “Niente da acquistare, trasportare e conservare; nessuna manipolazione e rifornimenti necessari, nessuno spreco e nessun residuo. I nostri sistemi combinati di ozono consentono anche di risparmiare tempo e denaro. L’operazione è automatica con minima manutenzione e costi operativi molto convenienti”.

È IL PIÙ POTENTE SISTEMA DI DISINFEZIONE A RAGGI UV-C

PHS-M mobile robot è la più recente tecnologia di sanificazione degli ambienti a raggi UV-C ad onda costante progettata appositamente per tutte le aree ospedaliere e ambienti sanitari. Incorpora caratteristiche di design uniche massimizzando l’irraggiamento dell’energia dei raggi UV-C e sfruttando l’azione combinata dell’ozono. La piattaforma robotica è caratterizzata da un sistema di guida autonomo che rende il sistema perfetto per la disinfezione di ogni spazio operativo. È un robot di disinfezione UV ad alto rendimento che utilizza l’esclusiva tecnologia di mappatura ambientale per fornire una dose germicida rapida ed efficace di energia UV-C a onda continua uccidendo germi e agenti patogeni quando e dove è richiesto. È intelligente e rimuove completamente il lavoro di congettura e l’inefficacia della pulizia regolare.

“È Il più piccolo e potente sistema di disinfezione a raggi UV-C per ambienti presente in commercio” afferma ancora Greco. “Per le sue dimensioni è ideale per la sanificazione di spazi ristretti quali ambulanze e teatri operativi critici che necessitano di bonifica preliminare antecedente l’ingresso di operatori specializzati nell’area di intervento. Il MiR è un robot mobile sicuro ed economico che automatizza rapidamente il trasporto e la logistica interna. Il robot ottimizza i flussi di lavoro, limitando la presenza di personale e aumentando la produttività riducendo i costi senza inficiare sulla struttura. Il robot manovra in sicurezza tra persone evitando ostacoli, attraverso porte e ascensori con l’ausilio di sensori e telecamere integrati. La missione del robot può essere facilmente adattata utilizzando uno smartphone, un tablet o un computer connesso alla rete”. Il software determina automaticamente le dimensioni dell’ambiente e calcola la durata del ciclo di disinfezione. Nel modello PHS-M garantisce il posizionamento ottimale e più funzionale del robot mobile all’interno dell’area da disinfettare. È gestito da un tablet controllato da un operatore. Una volta completato il ciclo, PHS si spegne automaticamente e avvisa l’operatore sullo stato del processo di disinfezione.

PHS-M

 

PubliTec, Giugno Luglio 2020

RAYBOTICS, una nuova start-up che utilizza la robotica per sconfiggere i virus

RayBotics, neonata start-up, spin-off di due storiche realtà italiane (Klain Robotics e Gruppo Purity) operanti nel settore delle nuove tecnologie e nella robotica industriale, collaborativa e mobile, nasce ad aprile grazie all’intuizione dei due Co-Founder, Fabio Greco e Enzo Catenacci che, in piena emergenza sanitaria, decidono di affrontare una nuova sfida: mettere in campo le loro conoscenze per creare il primo robot (PHS) 100% made in Italy che, grazie ad una combinazione di raggi Uv-C e Ozono è in grado di debellare i virus andando a compiere una sanificazione approfondita degli ambienti, senza l’utilizzo di prodotti chimici e debellando sino al 99% dei patogeni presenti sul tutte le superfici.

“Erano i primi di marzo – racconta Fabio Greco, Co-Founder RayBotics – quando con Enzo ci siamo incontrati a Brescia, in quello che è stato il nostro ultimo aperitivo prima del lockdown e, analizzando le tecnologie utilizzate fino a quel momento per la sanificazione industriale, ci siamo subito resi conto che i dispositivi attualmente sul mercato (di cui nessuno italiano peraltro) utilizzavano tutti con successo gli Uv-C ma avevano un grande limite perché non erano in grado di disinfettare le zone d’ombra non colpite dai raggi.”

Il nome Raybotics è il connubio tra “raggio” e “robotica”, gli elementi principali dei prodotti realizzati dall’azienda: i PHS.

“Abbiamo scelto di partire dal raggio – spiega Enzo Catenacci, Co-Founder RayBotics – non solo perché è uno degli strumenti che utilizzano i nostri prodotti per la sanificazione, ma anche perché rappresenta per noi il simbolo dell’illuminazione. Una sorta di metafora, come un barlume di speranza in una condizione eccezionale come quella che stiamo vivendo. Un raggio in grado di fluidificare il processo di “riconnessione” alla vita, al mondo, ai suoi bisogni e che permette alla luce ed alle informazioni di viaggiare attraverso tutti i livelli del nostro essere e sbloccare l’accelerazione della nostra evoluzione anche attraverso la robotica: che altro non è che ricerca, tecnologia ed innovazione.”

Raybotics, per lo sviluppo della corporate identity e la creazione del logo si è affidata a Voxart, agenzia di comunicazione con sede a Brescia che da 10 anni si occupa di branding, graphic design e sviluppo di sistemi digitali per il web.

Con un forte approccio human to human, contraddistinto dalla volontà di interpretare al meglio le esigenze dei propri partner, Voxart collabora da sempre con aziende protese all’innovazione. Ecco quindi che, da comune intento di perseguire innovazione e creatività creando progetti stimolanti, nasce la partnership perfetta con Raybotics.

“Per il progetto RayBotics abbiamo lavorato su due aspetti – dichiara l’Arch. Michele Scarpellini, Direttore Creativo Voxart Srl – non solo quello hi-tech che caratterizza l’Azienda, ma anche e soprattutto sulla sua capacità di proporre prodotti come estensioni naturali dell’essere umano. La tecnologia che, quindi, non piega l’uomo al suo volere, ma che al contrario è in grado di plasmarsi alle sue reali necessità.”

Da questo assunto è quindi partita Voxart nella creazione dell’identità visiva di RayBotics. Si è cercato un concept che riuscisse a trasmettere uno dei valori fondamentali, ossia la capacità di creare prodotti userfriendly e assolutamente morbidi nel design e nell’approccio alla soluzione.

Ecco quindi che per il logo è stata scelta la sinuosità delle curve che vuole avvicinare il brand all’utente e fa percepire le qualità “ergonomiche” e umane dei prodotti realizzati, suscitando sensazioni di “familiarità” sia con le forme e, al contempo, anche con la tecnologia avanzata: un’azienda hi-tech ma vicina e al servizio delle persone.

Il logotipo Raybotics ed il monogramma presentano 3 tinte: il blu scuro,colore della sobrietà e dell’eleganza che sa distinguersi, accompagnato poi dal rosso e l’azzurro: due punti colorati che vogliono rappresentare non solo due raggi, ma anche il concetto di intraprendenza creativa e di ricerca, e di un idea duplice tra on/off e caldo e freddo, giocando quindi sulle caratteristiche dei robot nell’utilizzo dei raggi Uv-C.