movimentazione materiale con amr

Intralogistica: robot mobili per la moda

Per ridurre i costi nelle operazioni di intralogistica, ci sono nuovi strumenti che possono rendere più efficienti i trasporti interni, anche per le realtà del mondo fashion. Stiamo parlando dei MiR e degli AMR proposti da Klain Robotics.

La robotica collaborativa ha come caratteristica principale poter condividere in totale sicurezza lo spazio di lavoro con le persone. Anche gli AMR sono robot collaborativi, perché progettati con caratteristiche tecniche che garantiscono una navigazione sicura intorno a qualsiasi ostacolo che incontrano sul loro percorso. Così funzionano gli AMR di MiR, l’azienda danese che ha sviluppato 6 modelli di robot mobili con capacità di carico da 100 a 1350 kg, di cui Klain Robotics è dealer dal 2017 e al cui interno ha formato un team di tecnici dedicato all’analisi delle applicazioni, all’assistenza, al training e al supporto ai System Partner.

L’investimento fatto dall’azienda Klain Robotics, che di recente si è trasferita in una nuova sede a Brescia, l’ha fatta diventare Excellent Partner MiR nel 2020 e 2021. In queste pagine la voce è dell’ing. Fabio Greco, amministratore unico di Klain Robotics.

La tecnologia mobile

Gli AMR – autonomous mobile robot – sono l’evoluzione dei noti AGV e differiscono per tecnologie e logiche di localizzazione. Mentre gli AGV seguono bande magnetiche o specchi riflettenti fisicamente preimpostati per geolocalizzarsi nello spazio, gli AMR costituiscono soluzioni più evolute perché sfruttano laser scanner e telecamere che consentono di ricevere informazioni sull’ambiente circostante, riconoscere ostacoli e modificare il proprio percorso. Tutto questo, navigando dinamicamente e pianificando i percorsi da intraprendere e reagendo attivamente a persone e ostacoli che si presentano durante il percorso.

«Anche il settore del fashion nomovimentazione materiale n è esente dall’utilizzo di questa tecnologia. Alcune applicazioni sono state implementate nel mondo del tessile, delle pelli, della calzatura, dell’occhialeria e in quello della gioielleria, oltre che, ovviamente, nella General Industry e nell’Automotive. Nel settore calzaturiero i MiR vengono utilizzati, ad esempio, per trasportare componenti necessari all’assemblaggio di un modello di calzatura, dal magazzino alle manovie. In questo caso, i componenti come suole, tacchi e lacci vengono posizionati sopra un carrello a più piani. Il carrello viene agganciato dal robot mobile e trascinato, continuando ad “appoggiare” sulle ruote del carrello stesso verso la manovia di destinazione. Dopo che gli addetti alla manovia hanno prelevato tutti i componenti dal carrello, il MiR lo riporta, vuoto, verso il magazzino per prelevare altri componenti dello stesso modello o modelli diversi per altre manovie».

Sempre in questo settore, viene utilizzato il MiR in un solettificio che lavora per marchi molto noti: il robot effettua il trasporto dei componenti delle macchine di produzione al magazzino spedizioni. In questo caso i prodotti sono contenuti in scatole di cartone che vengono imbarcate su una rulliera motorizzata interfacciata sul robot mobile e successivamente trasportate verso il magazzino prodotti finiti prima della spedizione.

I benefit

«Le potenzialità degli AMR di MiR sono valutabili mediante diversi fattori: primo fra tutti il risparmio di ore di lavoro. Infatti, vengono automatizzati processi a nullo valore aggiunto, andando così a supportare il personale all’interno dello stabilimento e garantendo allo stesso di concentrarsi su attività più nobilitanti e a più alto valore aggiunto. Amazon racconta una storia istruttiva: negli ultimi 5 anni, l’azienda ha implementato 200.000 robot mobili nei suoi magazzini, ma ha visto un aumento simile nelle dimensioni della sua forza lavoro. Un altro fattore è la sicurezza, poiché l’AMR può sostituire i carrelli elevatori, evitando potenziali costi di sicurezza preventiva e relativi agli infortuni sul lavoro; poi c’è la flessibilità perché non necessitano la posa di dispositivi di guida fisici o elettromeccanici; quindi, nel caso in cui vi sia un cambio di layout, il robot deve solamente effettuare la mappatura della zona d’azione»

amr nel mondo del fashion

Inoltre, l’ing. Greco ci ha spiegato che gli AMR sono altamente personalizzabili perché possono montare svariati tipi di top moduli che permettono di assolvere quasi tutti gli spostamenti che ad oggi vengono effettuati nelle realtà produttive, come trasporto di carrelli, pallet e box. Alle potenzialità appena descritte si aggiunge la semplicità di utilizzo dell’interfaccia: essendo robot collaborativi sono dotati di sistemi che facilitano la programmazione e aiutano l’operatore a comunicare al robot la missione desiderata anche direttamente da pc o tablet o qualsiasi dispositivo anche remoto, senza dover agire in modo meccanico.

«La navigazione è autonoma, questo significa che la localizzazione, la visione dell’ambiente, la pianificazione delle traiettorie e l’aggiramento di eventuali ostacoli vengono fatti in autonomia dal robot, grazie alla tecnologia LiDAR-SLAM, il cui intento è quello di estrapolare dalla mappa di un ambiente le traiettorie ideali in termini di energia, tempo e minimo tragitto».

Sicuri e customizzabili

Nel caso in cui un essere umano si ritrovi di fronte al robot, il sistema di laser scanner interpreta l’ostruzione immediatamente, così da consentire al rmovimentazione materiale con amrobot di deviare o di fermarsi completamente per prevenire la collisione. È la caratteristica principale della robotica collaborativa: quella di condividere in totale sicurezza lo spazio di lavoro con le persone. E, da sottolineare: il robot si può integrare in molte e diverse tipologie di realtà industriali.

I robot MiR automatizzano molti aspetti del trasporto interno in ambienti di produzione e magazzino e possono essere facilmente adattati alle esigenze del cliente, perché integrabili con top moduli montati sul robot, come rulliere, sistemi di movimentazione di pallet, scaffalature, nastri trasportatori, sistemi d’aggancio o altre attrezzature che supportano i flussi di lavoro specifici.

Inoltre, grazie alle avanzate logiche di autocharging, i robot sono in grado di gestire la propria autonomia in modo del tutto automatico.

Logistica, giugno 2022